Martedì 21 Settembre 2021 | 18:22

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Iraq - Liberati gli ostaggi, rapitori presi

Ultimo video dei tre ostaggi italiani in Iraq BAGHDAD - E' stata una liberazione improvvisa, ma non inattesa, quella dei tre ostaggi italiani e di un polacco salvati con un blitz oggi dalle mani dei sequestratori da un commando di unità speciali della forza di coalizione internazionale in Iraq.
Non si sa ancora molto di quanto è accaduto, italiani e americani non vogliono dare particolari su un'operazione che sembra sia stata preparata da giorni. Il nascondiglio, nei pressi di Baghdad, dove i rapitori degli italiani Maurizio Agliana, Salvatore Stefio, Umberto Cupertino, sequestrati da quasi due mesi, e del polacco Jerzy Kos, preso una settimana fa, era sorvegliato da tempo. I telefoni dei sequestratori erano controllati, ha riferito ad un responsabile della sua società, Kos, l'unico degli ostaggi ad aver parlato oggi dopo la liberazione. Secondo i polacchi, l'unità speciale del Grom del loro esercito ha compiuto l'impresa. I militari, ha detto senza specificare il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, erano pronti ad entrare in azione dall'alba, ma l'ordine è stato dato solo verso le undici locali, quando si è avuta la certezza che l'operazione era possibile e non c'erano pericoli per gli ostaggi.
Sotto un sole cocente, con cinquanta gradi di temperatura, i soldati hanno fatto irruzione nel covo, che secondo Kos era a Ramadi. Non è stato versato sangue e non è stato sparato neanche un colpo, ha detto il generale Ricardo Sanchez, comandante delle operazioni in Iraq. Sanchez ha confermato che alcuni dei rapitori sono stati arrestati, ma non ha voluto dire quanti e a quale gruppo o nazionalità appartenessero i sequestratori. Non sono dettagli che si possano rivelare al momento, ha detto il generale, che si è limitato a confermare un «vero e proprio blitz, un intervento delle forze della coalizione», senza che siano intervenute trattative o negoziati. Gli ostaggi erano tutti insieme in un luogo a sud di Baghdad.
Nessun riscatto è stato pagato, ha detto Berlusconi dall'aereo in volo per il vertice dei G8, negli Stati Uniti. Mentre il ministro della difesa Antonio Martino ha ringraziato il Sismi per l'opera di intelligence compiuta.
Gli ostaggi, in «buona salute», si trovano ancora in Iraq, nelle «ottime mani» della coalizione, ha detto Sanchez. Il governo italiano ha fatto sapere che ripartiranno per il Kuwait da dove proseguiranno domani su un aereo dell'aeronautica per l'Italia.
Kos si trova invece all'ambasciata polacca a Baghdad, ha detto un dirigente della sua società, «ha parlato con la famiglia, sta bene. In ambasciata è stato medicato perchè sulle gambe presenta lesioni come da morsi di cani». Kos, nel frattempo diventato nonno, ha raccontato di essere stato tenuto in un sotterraneo, senza notizie e possibilità di contatti con l'esterno.
Il rilascio o la liberazione degli italiani era attesa da giorni a Baghdad. Notizie da diverse fonti di un'imminente soluzione del caso sono cominciate la scorsa settimana, mentre altre voci parlavano di un trasferimento o addirittura di una vendita degli ostaggi da un gruppo all'altro.
Quattro italiani vennero rapiti ad aprile. Il 13 un video trasmesso dalla televisione satellitare del Qatar al Jazira li mostrava con i rapitori, mentre con passaporto in mano si presentavano alla telecamera. Erano seduti a terra, guardati a vista da uomini armati e incappucciati. Il giorno dopo, un altro video, mai trasmesso perché definito da responsabili di al Jazira troppo cruento, annunciava l'esecuzione di uno di loro, Fabrizio Quattrocchi, un ex panettiere di Genova, trasformatosi in guardia del corpo. «Vi faccio vedere come muore un italiano», ha detto ai rapitori, le Brigate verdi di Maometto, poco prima di essere ucciso con due colpi di pistola alla nuca. I resti delle sue spoglie sono arrivati in Italia dieci giorni fa, subito dopo che erano stati ritrovati dalla Croce rossa sotto un ponte sul Tigri a Baghdad.
Ma gli altri tre ostaggi, ha detto il vice presidente del Consiglio italiano Gianfranco Fini, non hanno mai saputo della sua morte.
Incredulità, felicità e soddisfazione in Italia e all'estero, di familiari e di capi politici. Il papa ha ricevuto con «gioia e sollievo» la notizia. La Casa Bianca ha espresso compiacimento.
Barbara Nanan

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