Lunedì 21 Gennaio 2019 | 02:59

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Bush in Italia - Si temono «microattentati»

Pisanu: «Minacce gravi, che ci preoccupano, ma non ci spaventano». Manifestazioni in tutte le grandi città d'Italia. Domenica sera a Bari
ROMA - La «minaccia è grave». Il ministro dell' Interno non lo ha nascosto intervenendo al congresso di Forza Italia. Quella che sta per iniziare, con la celebrazione del 2 giugno e la visita del presidente americano, ha detto, sarà «una settimana impegnativa per chi ha la responsabilità di garantire l'ordine e la sicurezza pubblica». Gli elementi di preoccupazione, del resto, non mancano. E non riguardano solo il tragitto del corteo: l'intelligence teme anche azioni violente e microattentati simbolici, in diverse zone della città, in concomitanza con lo svolgimento delle manifestazioni anti Bush. L'obiettivo, ovviamente, sarebbero i simboli americani come McDonald's o Blockbuster, proprio come è accaduto ieri a Latina, dove due molotov collegate a bombolette di gas sono state fatte esplodere davanti ad un Blockbuster. Ma anche, come accadde a Genova nel 2001, istituti di credito e bancomat. E gli autori, nel giorno della visita di Bush, una volta compiuti gli attentati, potrebbero facilmente nascondersi tra i pacifisti, rientrando del corteo e mischiandosi ai manifestanti.
Il ministro ha assicurato che le minacce «preoccupano, ma non spaventano», che la macchina della sicurezza è pronta a partire, seguendo «la regola aurea, la regola della Costituzione: garantire a chiunque il diritto di manifestare le proprie opinioni pacificamente e senz'armi, ma garantendo a tutti gli altri il diritto all'ordinato svolgimento della vita quotidiana».
Ma è proprio l'utilizzo che i gruppi più estremisti (si temono soprattutto quelli in arrivo dal Piemonte e dal nord est) potrebbero fare del corteo a preoccupare gli investigatori. «Piccoli gruppi potrebbero fare delle deviazioni rispetto alla manifestazione -dicono- compiere azioni violente e poi tornarvi». Per questo lo spiegamento di uomini sarà imponente: dagli ottomila ai diecimila, anche se l'ultima parola sui numeri spetterà al comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica fissato per lunedì prossimo. Del resto, anche l'intervista rilasciata oggi ad un quotidiano da Luca Casarini, leader dei disobbedienti del Nord-est, lascia pochi dubbi. «Boicottare -dice tra l'altro- significa anche danneggiare materialmente gli interessi di chi si sta arricchendo con la guerra». E aggiunge: «di fronte al massacro iracheno non mi frega niente di qualche vetrina rotta, anzi...».
Le direttive politiche comunque, come ha sottolineato Pisanu, sono state già impartite: «Posso assicurarvi -ha detto- che tutti i responsabili dell'ordine e della sicurezza pubblica sono perfettamente consapevoli di dover gestire sul campo una direttiva politica, ispirata, come sempre, al rispetto rigoroso della Costituzione e delle leggi in vigore». L'input è alla tutela del diritto a manifestare, ma anche alla fermezza contro la violenza. «Lo Stato - ha detto il ministro- non può consentire a facinorosi, eversori, terroristi interni ed internazionali, di interferire nelle libere scelte politiche dei cittadini, compromettendo la stessa vitalità democratica del Paese». Ordine pubblico e sicurezza, dunque, sul fronte interno, anche se non mancano preoccupazioni sul fronte internazionale. Per quanto riguarda la due giorni di Bush a Roma, assicurano gli esperti dell'antiterrorismo, non sono arrivate «segnalazioni specifiche», ma l'attenzione, ovviamente, è altissima. Per questo in tutta Italia è stato potenziato il lavoro di intelligence ed i controlli nelle moschee e nei centri culturali islamici. Blindate, nei giorni della visita del presidente a Roma, saranno anche le rappresentanze istituzionali americane, come l'ambasciata Usa e villa Taverna, residenza dell' ambasciatore, dove dormirà Bush.

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