Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 12:01

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Iraq - Si svuota Abu Ghraib

Sei autobus pieni di prigionieri iracheni sono usciti oggi dal famigerato carcere ad ovest di Baghdad • Le ultime truppe spagnole rientrano in patria
ABU GHRAIB (IRAQ) - Sei autobus pieni di prigionieri iracheni sono usciti oggi dal famigerato carcere di Abu Ghraib, a ovest di Baghdad, nell'ambito della liberazione di alcune centinaia di detenuti, ha constatato un fotografo dell'Afp
Attorno alle 09:30 locali (le 07:30 italiane) i primi autobus sono usciti dal recinto del carcere. Una folla di donne e uomini aspettavano fuori, urlando e scandendo slogan. In particolare, alcuni di questi erano rivolti contro Ahmed Chalabi, il presidente del Consiglio nazionale iracheno (Cni) e membro del Consiglio di governo provvisorio iracheno fino a pochissimo tempo fa uomo di fiducia degli Stati Uniti, detestato da larga parte degli iracheni, che ieri ha annunciato la rottura dei suoi legami con la coalizione dopo perquisizioni a casa sua e nei suoi uffici.
Quello di oggi è il secondo gruppo di detenuti liberati dalla prigione nella quale state compiute torture e umiliazioni da parte di soldati Usa ai danni di prigionieri iracheni. Un primo gruppo è stato rilasciato il 14 maggio scorso.

Negli Usa si vuole abbattere il carcere, ma non indagare sugli abusi
La Camera degli Stati Uniti ha approvato, giovedì, il progetto di abbattere la prigione di Abu Ghraib, in Iraq, dove detenuti iracheni subirono abusi da parte di militari americani.
La Camera chiede che, al posto del carcere, sorga un centro di detenzione moderno. I costi del progetto sono stati sommati al bilancio per la difesa 2004/05.
La proposta di creare una commissione che indaghi sugli abusi è stata, invece, bocciata.
Curt Weldon, uno dei deputati che promuove l'abbattimento della prigione, spiega che l'attuazione della decisione comporterà il consenso del governo di Baghdad, che sarà in carica quando si tratterà di procedere.
La prigione di Abu Ghraib era un simbolo del terrore del regime di Saddam Hussein ed è divenuta il luogo degli abusi americani. La demolizione deve testimoniare al popolo iracheno che gli americani «non vogliono più torture del genere». Un progetto analogo è stato depositato al Senato.

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