Sabato 19 Gennaio 2019 | 19:57

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Nassiriya - «Eccezionali i militari italiani»

Ferito in maniera lieve un carabiniere. Le dichiarazioni del generale Gian Marco Chiarini, comandante dell'Italian Joint Task Force
ROMA - Durante il combattimento della scorsa notte i militari italiani si sono comportati «in maniera eccezionale». Lo dice il gen. Gian Marco Chiarini, comandante dell'Italian Joint Task Force a Nassiriya.
«Tutti - afferma Chiarini - hanno dimostrato grande coraggio, disciplina e preparazione professionale perché gli scontri a fuoco si sono protratti per l'intera notte e noi siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che c'eravamo prefissi senza subire perdite».
Secondo il gen. Chiarini i militari italiani sono stati sempre all'altezza della situazione, sono riusciti a portare fuori ed in salvo i giornalisti italiani bloccati nella sede dell'Autorità provvisoria della Coalizione e a resistere agli attacchi.

A suo avviso, in particolare, non c'è stato alcun ritardo nell'intervento di soccorso alla sede della Cpa, come qualcuno ha ipotizzato. «Queste cose - spiega - non si fanno a cronometro, ma quando le condizioni operative suggeriscono di farle, quando è più remunerativo farlo e quando si è sicuri di raggiungere l'obiettivo. Noi così ci siamo comportati».
Per quanto riguarda i soldati all'interno della Cpa, poi, il loro comportamento è stato «esemplare. Sono stati sottoposti a fuoco intenso per ore - dice il generale - e la loro tenuta, anche morale, è stata ottima».

Un militare dell'Arma è rimasto ferito, in maniera lieve, durante i combattimenti in corso da ieri a Nassiriya. Lo ha confermato all'Ansa il gen. Gian Marco Chiarini, comandante della Task Force italiana.
Si tratta di una ferita superficiale, provocata da schegge. «In un primo momento non se ne era nemmeno accorto», ha spiegato Chiarini, aggiungendo che la prognosi di guarigione è di cinque giorni.
Il carabiniere ferito faceva parte del contingente inviato di rinforzo alla Cpa, l'autorità provvisoria della coalizione, durante l'attacco della scorsa notte.

La sede dell'Autorità provvisoria della coalizione dopo questo ennesimo attacco verrà trasferita? «Non dipende da noi», risponde Chiarini. Il trovarsi in città «ha lati positivi e negativi. In ogni caso, visto che la scelta dei responsabili della Cpa è caduta su questo edificio, noi facciamo quello che dobbiamo fare: abbiamo rinforzato al massimo le difese passive, che infatti hanno retto, e il nostro personale si impegna al massimo per garantire la sicurezza degli occupanti».

La ricostruzione degli eventi
Ricostruendo sommariamente quello che è avvenuto ieri, il generale Chiarini spiega che «gruppi armati sono improvvisamente entrati in città e hanno preso il possesso della sede del governatorato locale, di alcuni uffici di polizia e hanno poi attaccato la Cpa».
I militari italiani sono subito intervenuti con pattuglie armate che sono state accolte da un fitto lancio di razzi Rpg, da colpi di mortaio e di armi di vario tipo. Quando abbiamo poi constatato che l'attacco alla Cpa andava avanti ho deciso - prosegue il generale - di fare una operazione nel corso della notte per evacuare i feriti, i civili, per portare le munizioni necessarie e, in generale, per togliere quell'edificio dallo stato d'assedio».
Si è trattato - spiega Chiarini - di una operazione «vasta e complessa. Abbiamo combattuto in tutta la città, anche nella parte nord, ed è andata bene perchè abbiamo conseguito i nostri obiettivi: siamo riusciti a forzare il primo ponte, a rientrare in possesso della base Libeccio e, per quanto riguarda la Cpa, siamo riusciti a far allontanare le persone che la assediavano. Abbiamo quindi evacuato i feriti e il personale civile che voleva lasciare l'edificio, abbiamo rifornito di munizioni anche la base Libeccio e quindi siamo rientrati. Erano le prime ore del mattino».
Nel frattempo la stessa polizia locale aveva preso il possesso del governatorato e nessun sito, attualmente, risulta essere in mano ai miliziani.

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