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L'est in fiamme

Nato-Turchia, la «pace» passa anche da Taranto

Nato-Turchia, la «pace» passa anche da Taranto

Scalo diplomatico-militare a Istanbul con il caccia «Mimbelli»

15 Agosto 2022

Armando Fizzarotti

Salpato dalla base navale di Taranto il 25 luglio con a bordo 115 allievi dell’Accademia navale di Livorno in addestramento, il cacciatorpediniere lanciamissili «Francesco Mimbelli» della Marina militare italiana (D-561), calando l’ancora nel porto di Istanbul ha per così dire «rotto il ghiaccio» nelle relazioni con la Turchia, relazioni piuttosto «raffreddate» dalla vicinanza del presidente Erdogan al Cremlino.

Sull’onda della mediazione svolta da Ankara per sbloccare la partenza dei cargo del grano dall’Ucraina invasa dai russi, il «Mimbelli» con il suo equipaggio è di fatto la prima unità di un Paese occidentale della Nato (l’Alleanza atlantica, di cui fa parte anche il Paese islamico) ad aver fatto scalo in un porto turco dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina, lanciata dalla Russia la mattina del 24 febbraio scorso.

Il «Mimbelli» è partito da Taranto con la nave da sbarco «San Giusto», con a bordo 145 allievi della Scuola Sottufficiali della Marina e prima di approdare davanti al Topkapi, ha fatto sosta nella base navale di Souda (a Creta), «nido» della Marina militare statunitense.

americani e russi ai ferri corti in adriatico Giusto tre giorni prima la partenza del «Mimbelli» e del «San Giusto» navi militare russe e americane sono venute «ai ferri corti» al largo del Canale d’Otranto. Stando ai rilevamenti degli analisti del sito «The Ship Yard Naval Consultancy», il 22 luglio l’incrociatore lanciamissili pesante «Varyag» della Marina militare russa (noto anche come «killer di portaerei») si è posizionato in Adriatico, fra Otranto e la costa albanese e appoggiato dalla nave-spia «Tatischchev» (dotata di apparecchi di intercettazioni elettronica), in una sorta di operazione di «sbarramento» alla portaerei statunitense «Truman» e alla sua scorta, che incrociavano nel basso Jonio, circa 270 chilometri a sud del Golfo di Taranto, fra la costa calabrese e l’isola greca di Corfù.

In mezzo, la squadra navale della Nato «Standing Maritime Group Two», con cacciatorpedinieri e fregate americane, italiane, spagnole, turche e greche che il 25 luglio si sono riunite nello Jonio per potenziare la scorta della «Truman».

Più a nord in Adriatico, fra la costa abruzzese e la Croazia, si era posizionato il cacciatorpediniere russo «Admiral Tributs».

A supporto del gruppo della «Truman» sono partiti voli di ricognizione e sono giunte altre unità di supporto. Un indizio delle attività aeree è stato il tracciamento sempre sul mare Jonio (rilevato dal sito «Itamilradar») di decolli anche di cacciabombardieri F-18 dalla portaerei, nonché di droni dalla base aerea di Sigonella (Catania).

tensione allentata Da fine luglio a questi giorni di Ferragosto la tensione fra i due blocchi sembra essersi allentata. I siti web specializzati hanno perso le tracce delle tre navi militari russe e nel frattempo la portaerei «Truman» ancora due giorni fa risultava incrociare in Adriatico, dove evidentemente era diretta sin dalla fine di luglio, al largo della costa pugliese nel tratto fra Bari e Monopoli a ovest e il Montenegro a est.

Questo riposizionamento nell’Adriatico meridionale (coinciso con l’imbarco a Bari del Reggimento fanteria «Torino», spedito da Barletta in Bulgaria a sorveglianza dei confini orientali della Nato, e con la partenza dei marò del «San Marco» di Brindisi per il Kosovo) risulta utile al lancio di operazioni di pattugliamento dei cieli, con gli F-18 della Navy (i jet di «Top Gun Maverick» per intenderci), sulla Romania, anche queste monitorate da «Itamilradar». F-18 che utilizzano per i rifornimenti anche la base aerea di Aviano, in Friuli. Mercoledì scorso dalla base navale di Norfolk (Virginia - Stati Uniti) è salpata la portaerei CVN 77 «George H. W. Bush», con l’obiettivo di «dare il cambio» alla «Truman» nel Mediterraneo, area che il Pentagono vuole continuare a monitorare nell’ambito della guerra fra Russia e Ucraina.

Infine, nei cieli dell’Est Europa infine, con i caccia di altri Paesi Nato (ci sono anche gli «stealth» americani F-22 e F-35), continua ad operare l’Aeronautica militare. Da fine luglio 4 caccia Eurofighter (con il contributo del 36° Stormo di Gioia del Colle, in provincia di Bari) sono schierati per la difesa aerea nella base polacca di Malbork. A soli 32 chilometri a nord-est c’è il confine dell’enclave russa di Kaliningrad, sbocco del Cremlino sul Mar Baltico a sud della Lituania.

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