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Iraq - Sequestro lampo per troupe del Tg5

Condotta in una moschea e trattenuti da armati che hanno detto di appartenere all'esercito del Madhi, i giornalisti sono stati liberati dopo 20 minuti
ROMA, 3 maggio 2004 - La troupe del Tg5 in Iraq, guidata da Tony Capuozzo, ha subito un sequestro lampo, da parte di armati che hanno detto di appartenere all' esercito del Madhi, lungo la strada che da Kufa porta a Najaf. Portati in una moschea, i componenti la troupe sono stati rilasciati dopo circa venti minuti.
A bloccare la vettura sono stati, per primi, tre uomini armati di mitra, ai quali se ne sono aggiunti altri che hanno costretto i componenti la troupe a seguirli in una moschea. Qui, ha riferito Capuozzo all' Ansa, c'erano un centinaia di uomini (molti impugnavano armi automatiche leggere, alcuni anche degli Rpg). A Capuozzo e agli altri sono stati, dapprima, sottratti documenti, denaro, attrezzatura e anche gli orologi. Alcuni dei ribelli hanno poi detto agli italiani che sarebbero stati trattenuti per due-tre giorni, fino a quando, hanno spiegato, non si fosse chiarito se erano effettivamente giornalisti. La situazione, ha detto ancora Capuozzo si è definita positivamente quando nella moschea è giunto un uomo - certo un «capo», ha detto Capuozzo - che, dopo avere appreso la nazionalità dei sequestrati, ha intimato agli armati di liberare i componenti la troupe e di restituire tutti gli oggetti che erano stati loro sottratti. Lungo la strada verso Najaf, secondo quanto ha riferito Capuozzo, ci sono in corso dei combattimenti, con almeno tre camion e un carro armato americani bruciati.

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