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Terroristi contro occidentali in Arabia

Il bilancio è di sei stranieri (3 americani, 2 britannici e un australiano) e 4 terroristi morti. Sui feriti non si hanno indicazioni. Illesi sette italiani dipendenti dell'Enel
GEDDA, 1 maggio 2004 - E' stato un inferno, che è durato oltre sette ore, dalle 7:00 di stamane alle 14:30, con vari piccoli gruppi di terroristi che hanno attaccato prima gli uffici della ABB, un'azienda specializzata nella produzione di impianti di energia con personale di vari paesi occidentali, poi il gruppo delle loro abitazioni, per finire in altre zone della città. Il bilancio, per ora, è di sei occidentali (tre americani, due britannici ed un australiano) e quattro terroristi morti. Sui feriti non si hanno indicazioni. Sette italiani, dipendenti dell' Enel, impiegati dall'ABB, sono rimasti illesi, così come sono al sicuro tutti gli altri circa 40 italiani che si trovano a Yanbu, ha detto all' Ansa il console generale d'Italia a Gedda, Lelio Crivellaro. Teatro dell' accaduto è Yanbu, città industriale 300 chilometri a nord di Gedda, sul mar Rosso, importante porto petrolifero. Fra l'altro, in quel porto sono i terminali di un grande oleodotto che porta sul mar Rosso petrolio dall'altra costa dell'Arabia Saudita, sul Golfo Persico. La ricostruzione precisa è ancora incerta, ma per quello che si è appreso in telefonate a fonti occidentali, il primo attacco è stato fatto contro gli uffici della società ABB, e sarebbe stato respinto dai servizi di sicurezza. Poco dopo un altro gruppo (o lo stesso) ha attaccato il compound, poco lontano, dove alloggia il personale della stessa compagnia. E qui si è avuta una vera e propria battaglia tra terroristi e forze della sicurezza, durata circa una mezz'ora e che ha provocato panico tra il personale dell' ABB ed i loro familiari, spaventati dalla durata della sparatoria. Quindi i terroristi sarebbero scappati con una o due auto della società, inseguiti da polizia e forze di sicurezza. Non è chiaro in quale delle fasi due dei terroristi si sono uccisi facendo esplodere forse bombe a mano che avevano con sè. Altri due sono stati poi uccisi dalla polizia e dalle forze di sicurezza che hanno tentato di catturarli inseguendoli nella città vecchia, mentre altri attacchi venivano compiuti ad uffici pubblici e in un fast-food della McDonald. Anche in questo caso i terroristi - quattro dei quali sarebbero riusciti a fuggire e vengono ricercati - hanno avuto scambi di colpi d'arma da fuoco con le forze di sicurezza. Sull' identità dei partecipanti alle azioni non si ha per ora alcuna indicazione, anche per il massimo riserbo delle autorità saudite, che hanno diffuso con estrema parsimonia le informazioni su quanto avveniva. Osservatori dell'area non escludono possa trattarsi di un' ennesima operazione di forze collegate alla rete di Al Qaida, in considerazione dei proclami del suo capo, Osama Bin Laden, che ha sempre affermato la volontà di cacciare gli stranieri dal suolo della penisola arabica, che ospita le città sante dell' Islam, Mecca e Medina. Non lo confermerebbero, invece, osservano gli esperti, l' apparente scarso coordinamento tra i diversi attacchi e la relativa efficienza degli elementi che vi hanno partecipato, pur se le perdite di vite umane sono state rilevanti. La ABB è un colosso multinazionale (elvetico-svedese) del settore dell'ingegneria energetica con sede in Svizzera. Il suo giro d'affari si colloca un po' sotto i 20 miliardi di dollari annui. A Yambu il gruppo sta lavorando con un contratto per la Saudi Yanbu Petrochemical Company. Nel porto di Yanbu hanno sede molte società di primo piano: esso ospita, tra l'altro, la grande raffineria della Samref, una joint venture tra la Exxon e la Saudi Aramco. A Yambu ha lavorato anche il gruppo Enel con commesse e contratti: ad esempio, nell'autunno del 1999 venne affidato ad Enelpower (società di ingegneria e costruzioni del gruppo Enel) un contratto per costruire una centrale termoelettrica da 130 Mw per potenziare appunto il polo industriale di Yanbu. Remigio Benni

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