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L'intervista

«La nuova Europa è dei conservatori», parla il filosofo della destra polacca Legutko

«La nuova Europa è dei conservatori», parla il filosofo della destra polacca Legutko

«No all’imperialismo russo. Noi in prima linea nell’accoglienza degli ucraini»

01 Aprile 2022

Michele De Feudis

Prof. Ryszard Antoni Legutko, co-presidente dei Conservatori europei a Bruxelles, filosofo del partito Diritto e giustizia, al governo a Varsavia, che posizione avete sul confitto in Ucraina?

«Come Ue non possiamo contenere l’imperialismo russo per il conflitto ucraino e sappiamo che non possiamo frenare questo gioco territoriale, tuttavia siamo convinti che gli ucraini debbano essere aiutati. Ed è nostro dovere come Occidente capire come renderci utili, senza necessariamente inviare loro armi per il conflitto».

Che ruolo può svolgere l’Europa verso la pace?

«Prima di tutto si deve cambiare il rapporto con la Russia, liberandoci dalla dipendenza dal gas russo. Poi Mosca deve accettare che l’Ucraina sia più vicina all'Occidente, avviando una rapida trattativa per l’ingresso nell’Ue. L’Ucraina non può essere aggredita ulteriormente, altrimenti subirà l’egemonia russa: dobbiamo impegnarci per farla entrare nella nostra comunità occidentale».

Si parla di aumentare la spesa per la Difesa nei paesi dell'Unione. Condivide l’orizzonte di creare una Difesa europea comune?

«Sì, in teoria è possibile ma in pratica non si può realizzare. Ora c’è solo sistema simbolico di difesa mentre bisognerebbe fare le cose in grande, con investimenti, mentre le nazioni occidentali non vogliono spendere altre risorse per le forze armate. C’è inoltre il problema di una eventuale sovrapposizione tra un sistema di difesa comunitario europeo e la Nato. La nostra posizione è prima la Nato e poi al secondo posto una qualsiasi forma di Difesa europea che possa svolgere un ruolo accanto alla Nato».

Crisi energetica: che soluzione per differenziare le fonti di approvvigionamento?

«Dovremmo diventare indipendenti dalle fonti di approvvigionamento russe. Ora i leader Ue parlano di energia green come modo per diventare indipendenti dalla Russia, ma non sono sicuro sia la strada giusta. La transizione energetica con fonti rinnovabili è costosa. Dovremmo essere più aperti verso le innovazioni tecnologiche che ci permettono di creare energia autonoma in Europa, non soltanto col green. L’economia verde non deve diventare una nuova ideologia».

Polonia e Ungheria sono in prima fila nell'accoglienza dei profughi Kiev. Cosa replica a chi da sinistra vi indicava come governi xenofobi?

«Sono considerazioni offensive nei miei confronti e dei Conservatori: fa parte del gioco la campagna diffamatoria contro di noi. La Polonia e l’Europa hanno dimostrato di avere in pieno il valore della solidarietà, mentre c’è una vulgata europeista che usa tutti i trucchi per portare l'acqua al proprio mulino, comprese bugie e falsità».

I conservatori fanno parte della maggioranza che ha eletto le alte cariche istituzionali del parlamento Ue. Vi alleerete con il Ppe?

«I popolari non sono conservatori, ma collaborativi con la sinistra: hanno accettato l’intera agenda green dei socialisti, e hanno dato molto spazio nell’Unione ai progressisti, a partire dalla transizione verde. Il Ppe non è un’alternativo alla sinistra, mentre lo siamo noi conservatori con le nostre idee identitarie».

Quali le differenze tra Conservatori e Identità e Democrazia, il gruppo di lepenisti e salviniani?

«Id è una somma di diversi partiti, il loro programma quello di un grande club dove in molti vanno cambiano poi gruppo. C’è la Lega, giusto? Salvini è uno dei fondatori di questa formazione, ma la Lega ambisce a far parte del Ppe. Lì ci sono varie anime e non una idea fondante».

Oltre duecento ragazzi parteciperanno oggi al corso promosso a Bari da Ecr e Raffaele Fitto: perché la vostra proposta politica piace alle nuove generazioni?

«Molti giovani sono intellettualmente esausti dal racconto mainstream dell’Europa della tecnocrazia che non dà risposte ai loro problemi. I conservatori invece offrono una alternativa fresca e fondata sulla libertà».

Il Pis governa in Polonia e Giorgia Meloni è leader della prima forza italiana: c’è una tendenza pro conservatori in Europa?

«Sì, c’è buon vento per i conservatori. L’exploit di Giorgia Meloni e Fdi in Italia ne è un esempio. La destra italiana ha iniziato con pochi sostenitori, ma adesso è la prima forza politica nazionale: questo successo spettacolare di Giorgia è fondato sulla difesa della famiglia e dei valori tradizionali. Bisogna sostenerla perché è forte e ha idee dirompenti. Auguro a Giorgia ogni successo: spero che continui a portare in alto i nostri ideali e che vinca le prossime politiche portando in Italia il buon governo dei conservatori».

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