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«Il futuro dell’acqua è oggi»

«Il futuro dell’acqua è oggi»

Lo scrittore islandese Magnason riceve al Dubai Expo 2020il primo premio internazionale Water for Life – Aqp Award

22 Marzo 2022

Marisa Ingrosso

Andri Snær Magnason è un autore dal tocco potente e delicato come i ghiacciai della sua Islanda. Come l’Okjökull che, infragilito dal cambiamento climatico, è pian piano scomparso. È il primo ma, prevedono gli scienziati, tutti i grandi ghiacciai seguiranno lo stesso destino nei prossimi 200 anni.

Alla causa dell’impegno ambientale e dello sviluppo sostenibile, Magnason ha messo a disposizione il suo talento divenendo divulgatore scientifico apprezzato e tradotto in tutto il mondo. È il caso, per esempio del suo «Il tempo e l’acqua», pubblicato in Italia da Iperborea (collana Gli Iperborei – 2020 – 333 pagine con la felice traduzione di Silvia Cosimini). Con questo libro l’autore si è aggiudicato il primo premio internazionale Water for Life – Aqp Award. La consegna avverrà oggi al Dubai Expo 2020 e La Gazzetta del Mezzogiorno, ha raggiunto Magnason proprio mentre, in aeroporto, era in partenza per gli Emirati.

«È un grande onore per me ricevere questo premio – dice – anche se non ho mai visitato la Puglia. Per le presentazioni del mio libro sono stato a Ustica, a Palermo, in tutta la Sicilia, in tutto il Nord Italia, sono stato 20 volte in Italia e ho girato tutta Europa ma non sono mai stato in Puglia e non vedo l’ora di venirci».

L’aspettiamo quanto prima allora, anche perché lei è di casa, è un amico dell’Acquedotto pugliese, giusto?

«Conosco Aqp, ho partecipato a un loro seminario internazionale in diretta streaming, l’anno scorso proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. Quindi sono un loro amico ma ancora non conosco la loro acqua, non l’ho mai bevuta, devo venire in Puglia e provarla».

Il suo libro è, allo stesso tempo, intimo e universale. Porta il lettore avanti e indietro nello spazio e nel tempo. Lei scrive che, secondo gli scienziati, quando i ghiacciai islandesi si saranno sciolti il livello degli oceani aumenterà di un centimetro.

«Il mio messaggio è che bisogna capire cosa sta succedendo. Non è un problema relativo ai soli orsi polari o alle persone che vivranno in un futuro lontano, è un tema relativo alle persone che ameremo di più».

Lei parla anche delle generazioni e della necessità di un patto tra generazioni.

«Quando gli scienziati dicono 2200, non ci sentiamo come se la cosa possa toccarci. Mia nonna ha 98 anni ed è stata un’esploratrice di ghiacciai. E quando le ho chiesto come è vivere 98 anni, se è tanto o poco, mi ha detto che è un tempo troppo breve. Così ho fatto un esperimento con mia figlia e le ho chiesto “in che anno compirai 98 anni?”. E lei: “2102”. La sua pronipote vivrà nel 2200. Ecco, se pensassimo a questo ci renderemmo conto che quel futuro che sembra lontano riguarderà chi amiamo di più».

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