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«Mamma, voglio fare lo scrittore»

E' vera e propria ressa tra i giovani inglesi per iscriversi a corsi di scrittura creativa o aule universitarie, con l'ambizione di diventare scrittori di successo, magari come la «mamma» di Harry Potter
LONDRA, 15 aprile 2004 - Un tempo gli aspiranti scrittori facevano la fame e osservavano il mondo o i sentimenti umani per raccontarli nelle opere che progettavano di scrivere, ora affollano le aule universitarie. E' quello che accade in Gran Bretagna dove quest'anno oltre 110.000 giovani stanno frequentando corsi di scrittura creativa.
Un vero e proprio boom, se si considera che solo dodici anni fa le università britanniche che offrivano master in scrittura creativa erano solo otto ed ora sono diventate 85 le quali complessivamente mettono a disposizione degli aspiranti scrittori che hanno deciso di seguire la via accademica 11.000 diversi corsi fra i quali scegliere. E non basta: la domanda spesso supera l'offerta: per i venti posti disponibili lo scorso anno nell'università di Warwick si sono presentati quaranta candidati.
A rendere così popolari questi corsi post laurea contribuisce certamente il fatto che fra i docenti vi sono alcuni noti scrittori britannici come Michele Roberts, Patricia Duncker, Sean O'Brien, Jane Rogers, Lesley Glaister, Julia Darling e Jackie Kay. Ma un altro elemento cruciale è probabilmente la speranza di tanti giovani di trovare un agente e diventare uno di quegli sconosciuti e promettenti debuttanti per i quali le case editrici sono pronte a sborsare anticipi a 6 cifre. In Gran Bretagna, come del resto negli Usa, la carriera dello scrittore può essere veramente redditizia. Un grande successo può trasformare uno squattrinato in lotta per la sopravvivenza in un miliardario, come recentemente è accaduto a J.K Rowling autrice della saga di Harry Potter.

Da parte loro le università, rileva la scrittrice Debbie Taylor, hanno tutto l'interesse ad aumentare l'offerta e a spingere il mercato. «La gente è pronta a pagare per fare questi corsi, il che significa che le facoltà ne traggono un notevole vantaggio economico. I master in scrittura creativa sono diventati delle galline dalle uova d'oro», afferma la scrittrice la quale qualche anno fa ha frequentato uno di questi corsi e ritiene che le sia stato molto utile per affinare le sue doti letterarie.
«Se leggi veramente molto e studi puoi farcela da solo, ma frequentando un corso si fa tutto più in fretta, non si spreca tempo», aggiunge la scrittrice.
Non tutti nel mondo della letteratura però condividono questo giudizio positivo, ci sono anche gli scettici come William Boyd. L'autore di 'Any Human Heart' ha insegnato scrittura creativa nell'università di Reading per un solo trimestre e poi se ne è andato. «Penso - dice - che non si possa insegnare a scrivere. In questi corsi gli studenti imparano solo i trucchi del mestiere, come trovarsi un agente o come presentare un lavoro. Ma non basta. Se queste fossero le chiavi magiche per aprire la porta del successo, tutti ci riuscirebbero. Credo proprio che scrittori si nasca e non si diventi».

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