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lavori nei sassi

lavori nei sassi Marciapiedi e scalinate come nuove barriere

I residenti dell'Ambito 20 protestano contro la ripavimentazione

lavori nei sassi Marciapiedi e scalinate come nuove barriere

di Emilio Oliva

Lavori nei Sassi ancora nell’occhio del ciclone. Peggio di così non si può. Dall’approvazione della legge per il recupero degli antichi rioni di tufo e dall’inserimento della Murgia e dei Sassi nella lista del patrimonio Unesco era facile prevedere che sarebbe maturata una sensibilità più elevata nei confronti della storia e dell’architettura di questi luoghi. E invece a tradire questo percorso sono primi fra tutti gli enti pubblici, dalla Soprintendenza ai Beni architettonici al Comune.

Non si sono ancora rimarginate le ferite della devastazione dei giardini del Convento di Sant’Agostino per la realizzazione originaria di un parcheggio, della installazione del ponte di ferro in vico Commercio e della discussa costruzione di rampe nella zona di vico Solitario, mentre si sta sventrando un’area di Casalnuovo per far posto ad un ascensore, che sollevano polemiche i nuovi lavori di pavimentazione in via Madonna delle Virtù e negli ambiti che si collegano alla strada. Appare subito evidente la differenza di materiali impiegati, ma a provocare le proteste dei residenti è soprattutto l’impatto delle nuove opere, l’altezza dei marciapiedi e delle gradinate, creando nuove barriere architettoniche che altrove si cerca di eliminare con interventi altrettanto discutibili.

Si sentono traditi, in particolare, i residenti dell’Ambito 20 nata con l’obiettivo di destinare alloggi di edilizia agevolata a giovani coppie, con regolare bando. Nella stessa area era annunciato un altro bando per l’insediamento di attività commerciali, a servizio dei residenti. Dopo il recupero delle case, avvenuto nel pieno rispetto delle regole, le nuove famiglie si insediarono cariche di speranze. Ma delle attività commerciali si persero subito le tracce. La manutenzione sia degli alloggi sia delle aree di proprietà comunale è praticamente inesistente. Ma anche quel rigore preteso e rispettato negli interventi che hanno riguardato la residenzialità si è perso. Nella stessa zona – è la lamentela degli abitanti dell’Ambito 20 – si opera con la legge dei due pesi e due misure.

«Nelle zone ad alta densità di strutture ricettive e attività commerciali – dicono i residenti – sono stati realizzati, a giusta ragione, scivoli e gradini bassi e larghi (così come siam soliti vedere nei Sassi). Invece nella rampa di accesso all’Ambito 20, a maggioranza residenziale, di scivolo sul piano strada neanche l’ombra e per di più nel recuperare l’antica scalinata è stato realizzato un gradino con un’alzata di ben 20 cm completamente diverso, nei materiali e nella forma, dai preesistenti. Oltre ad essere discutibile dal punto di vista estetico, è inaccessibile con qualsiasi tipo di passeggino, carrello o sedia a rotelle ed anche faticoso da salire. Tutto ciò nel momento in cui proprio dall’altra parte del grabiglione si sta sventrando senza pietà un’area dei Sassi per la realizzazione di un ascensore di servizio in nome della sacrosanta legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche».

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