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scontro a matera

«L'Università deve andarsene
dall'ex convento di S. Rocco»

palazzo di san Rocco matera

di EMILIO SALIERNO

MATERA - Se non è un ultimatum, poco ci manca. I toni dell’assessore comunale all’innovazione, Enzo Acito, nei confronti dell’Università della Basilicata, sono perentori: «Deve andarsene dal palazzo di san Rocco e liberare gli spazi perché lì devono allocarsi le imprese del bando internazionale per il digitale».

L’assessore fa sapere che «dopo milioni di fondi pubblici spesi per il campus di rione Lanera (dove i corsi universitari devono essere trasferiti) ora tutto non può bloccarsi per soli 80 mila euro, la somma che serve per i collaudi dei lavori effettuati e che reclama l’impresa. Un contenzioso che l’Università deve gestire con l’impresa nelle sedi opportune, in tribunale, e nel frattempo deve liberare gli spazi di San Rocco».

A fine mese, intanto, il bando del Comune per le aziende innovative che devono trovare sistemazione negli spazi di quello che sarà l’«hub» del progetto 5G, attualmente occupati dall’Ateneo lucano.

«L’edificio di san Rocco è stato già cablato - chiarisce l’assessore Acito - e vi sono quindi le condizioni per avere tutte le funzioni interne. Ma l’Università deve lasciare l’immobile.

Il campus, nel rione Lanera, ha avuto un contratto principale e un altro per i lavori esterni. Questi ultimi sono terminati - fa sapere Acito - e c’è un verbale di ultimazione delle opere, ora siamo nella fase dei collaudi esterni. Per il collaudo degli ambienti interni, invece, mancano 80 mila euro, somma che rispetto a circa 20 milioni complessivi è davvero poca roba. C’è il contenzioso con l’impresa, e non voglio entrare nel merito, ma posso solo dire che tali vicende si gestiscono a parte e sono oggetto di confronto a prescindere dal contenzioso stesso. L’Università deve subito trovare le risorse per finire i lavori, con il collaudo relativo, e subito dopo deve iniziare il trasferimento da San Rocco. Il contenzioso con l’impresa, del resto, potrebbe durare anche dieci anni ed allora che facciamo in quel caso, aspettiamo all’infinito? Non si può bloccare il futuro della città per una vertenza simile a tante altre e di cui è piena l’Italia. Il contenzioso non si discute nei locali di Lanera, ma altrove con gli avvocati. Il palazzo di San Rocco è per noi strategico per tutto. L’abbiamo detto in tutte le lingue all’Università.

A fine mese pubblichiamo il bando, in inglese, per poter attrarre investitori nazionali e internazionali nel settore digitale e per realizzare la sede operativa in quel palazzo, per favorire la nascita o il consolidamento di aziende innovative. La scadenza è 31 maggio, poi la commissione ci metterà un mese e quindi noi dobbiamo avere disponibili quei locali entro il 30 maggio, perciò l’Università ha tutto il tempo per i collaudi e il trasferimento».

A proposito del nuovo bando: «Chi viene a insediarsi deve presentare un piano industriale che dimostri di poter attrarre processi produttivi sul territorio. Non facciamo l’affittacamere - sottolinea l’assessore Acito - . Le imprese che verranno hanno l’interesse ad attivarsi qui da noi perché soltanto a Matera, rispetto alle altre città del progetto nazionale, potranno sperimentare le frequenze 5G. San Rocco è il luogo dove tutto questo deve avvenire. Si mette in moto un meccanismo incredibile che non si può bloccare per 80 mila euro. L’Ateneo si assuma le proprie responsabilità perché il Comune di Matera non può più aspettare. C’è una economia del territorio che si deve mettere in moto. Anche perché non possiamo stare sotto lo schiaffo di chi, sapendo che la città ha bisogno dell’opera, utilizza questa vicenda per alzare il tiro. E sappiamo che è successo qualcosa del genere per altre opere pubbliche, penso alla viabilità».

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