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Lontre lucane sotto controllo
per il Piano di conservazione

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di Enzo Fontanarosa

MATERA - Ne uccidono più le ruote che le doppiette. Non è inconsueto vedere ai bordi delle strade, o peggio dilaniati sulla carreggiata, in particolare sui percorsi extraurbani, i corpi di specie animali. La morte degli esemplari investiti dagli automezzi, il fenomeno del cosiddetto road killing, colpisce molto le popolazioni di fauna selvatica oltre che animali randagi. Accade soprattutto quando ecosistemi ad alto valore naturalistico vengono attraversati da numerose e trafficate strade. Una frammentazione degli spazi ambientali provocata dal reticolo viario che ha invaso i loro spazi, il loro territorio. Oltre all’investimento degli animali, ovviamente, il passaggio di animali crea rischi reali di incidente per l'uomo. Si pensi all’attraversamento improvviso di specie selvatiche e di dimensioni non esigue qual è quella, ad esempio, dei cinghiali.

Una specie che sul nostro territorio sconta una lunga lista di mortalità per investimenti stradali, in particolare, è la lontra, «la cui popolazione lucana è la più importante a livello nazionale sia per numero di esemplari sia per diffusione sul territorio essendo presente su tutti i principali corsi d'acqua e bacini idrografici della Basilicata», spiega Matteo Visceglia, responsabile del Centro recupero animali selvatici (Cras) della Riserva naturale regionale di San Giuliano. «La mortalità stradale è una delle cause più frequenti di morte delle lontre lucane – ribadisce – e su questa specie è in atto, in tutta Italia, un monitoraggio su più livelli». Il piccolo carnivoro, della famiglia dei mustelidi, è oggetto «di un Piano nazionale di azione per la sua conservazione approvato dal Ministero dell'Ambiente già da alcuni anni. È addirittura richiesto a tutti gli organismi preposti di recuperare e conservare carcasse di esemplari morti. In ciò sono coinvolti tutti gli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs) e i veterinari pubblici. In questo senso, i Cras, sono punto di riferimento per i cittadini che non sanno a chi rivolgersi oppure quando non ricevono risposte da organismi pubblici quando ritrovano degli esemplari di lontra morti».

Da ultimo, infatti, «lo scorso 7 dicembre, a seguito di una segnalazione che abbiamo ricevuto da alcuni automobilisti, è stata recuperata l'ennesima lontra morta per un investimento stradale. L’esemplare, un maschio di 8 kg, la cui carcassa non è completamente integra a causa del danneggiamento del cranio, è stato ritrovato in territorio di Grassano e certamente faceva parte di un nucleo di altre lontre che frequentano regolarmente il medio tratto del fiume Basento, così come risulta da precedenti e svariati monitoraggi. Se nessuno ci avesse fatto la segnalazione per il recupero della carcassa, avremmo perso importanti dati. Per questo il Cras ha un ruolo importante e diventa un punto di riferimento. Invitiamo, pertanto, chi rinviene lontre ferite o morte, di segnalarlo tempestivamente alle autorità sanitarie preposte e agli organi di Polizia, che provvederanno a mettere tempestivamente in atto il protocollo di recupero e trasferimento presso l’Izs più vicino».

E questo perché «partendo dai ritrovamenti si raccolgono informazioni per elaborare studi così da procedere alla mappature dei territori. In base anche agli investimenti stradali si denota che in Basilicata vi è la maggiore densità di lontre. È una specie sotto osservazione a livello nazionale da quando, intorno agli anni ‘70, si era registrato un crollo notevole della popolazione ed era tra le specie ad altro rischio estinzione. Le lontre ora vivono un momento di espansione della popolazione e quindi sono monitorate sotto tutti gli aspetti. È uno dei pochi animali che per legge devono essere recuperato anche morti per le analisi necroscopiche da cui si può comprendere e verificare la salute della popolazione del territorio e, attraverso la genetica, vedere anche il dato quantitativo attraverso la diversità all’interno della popolazione stessa». In questi giorni la carcassa, «sarà trasportata alla Sezione di Matera dell'Izs di Puglia e Basilicata per gli accertamenti e le analisi necessarie, così protocollo del Ministero dell'Ambiente e in linea con il “Piano di Azione per la Conservazione della Lontra in Italia”».

In caso di ritrovamento di lontre o di altre specie selvatiche ferrite o morte è possibile contattare il Cras di Matera, per chiedere suggerimenti o consigli in caso di difficoltà, al numero 339.1637510.

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