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Bradanica, la frana minaccia
un tratto del nuovo percorso

Bradanica, la frana minaccia un tratto del nuovo percorso

di Emilio Salierno

MATERA - La terra si muove nella zona di Aia del cavallo, a poca distanza dalla strada Bradanica in costruzione.

Un fronte di frana di circa duecento metri, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, si è messo in movimento spingendo pericolosamente l’enorme massa di terreno verso il tracciato della Bradanica che passa proprio da quella parte. Una pressione che ha già fatto danni al muro di cemento che delimita la carreggiata che la ditta Aleandri sta realizzando per collegare l’area di La Martella alla città.

La frana si sviluppa tra la vecchia strada che dal borgo sale verso la caserma dei vigili del fuoco e, appunto, uno dei tratti del nuovo percorso della statale 655.

La situazione appare preoccupante anche per la presenza di un immobile di circa 300 metri quadrati, da ultimare e non ancora abitato, che si trova a ridosso dello smottamento, di qui le preoccupazioni del proprietario, Eustachio Di Cecca, che solo ieri è stato avvisato dall’Anas (committente della Bradanica) di quanto sta accadendo. Ieri, intanto, a Potenza, nella sede della Regione Basilicata, si è tenuto un incontro con i tecnici dell’ente lucano, l’impresa costruttrice e la stessa Anas per capire che cosa fare e come rimediare a questa nuova tegola che casca sulla testa di una già incresciosa vicenda che è quella quarantennale della Bradanica. Per il momento, nella parte della strada di Aia del cavallo vicina al fronte di frana, sono stati sospesi i lavori.

«L’Anas mi ha fatto capire che vorrebbero sbancare completamente quel versante e portarlo a livello della strada in costruzione - dice Di Cecca - ma io ho chiesto prima di tutto di mettere in sicurezza la mia casa. Ho comunque incarico un tecnico di fiducia che sta seguendo la questione».

L’immobile di Di Cecca si trova esattamente nel punto dove il padre aveva, molti anni fa, una proprietà. Pare che la zona tra Aia del cavallo e La Martella, già negli anni’50, sia stata interessata a movimenti franosi. E ora come si procederà, dopo questo nuovo intoppo nella interminabile storia del completamento della Bradanica?

Ieri, l’impresa Aleandri, ha fatto sapere questo: “In relazione al lieve cedimento del terreno registrato sul cantiere della Bradanica, si precisa che l'evento imprevisto e imprevedibile non avrebbe potuto causare (come effettivamente accaduto) alcun tipo di rischio per i lavoratori in quanto tale scivolamento è avvenuto, nella sua totalità, in diverse ore”.

L'azienda sottolinea altresì che quanto successo, “salvo condizioni meteorologiche sfavorevoli che compromettano il regolare svolgimento dei lavori, non modificherà significativamente il cronoprogramma dell'apertura del tratto di strada, previsto a dicembre”. Aleandri Spa si impegna altresì ad assorbire l'eventuale tempo necessario per risolvere tale imprevisto anche grazie a ulteriori turni di lavoro delle maestranze. L'area interessata dal cedimento è stata messa in sicurezza e sono state concordate con la direzione lavori Anas gli interventi adeguati, che partiranno oggi”.

Tutto questo accade a poco più di un mese dalla data stabilita per la consegna dell’ultimo lotto materano della Bradanica (4 dicembre 2017). Certo, sarebbe interessante capire come mai, in fase di progettazione di quel pezzo della Bradanica, non si sia tenuta presente la fragilità dell’area dove oggi insiste il movimento franoso, provvedendo quindi ad apportare gli accorgimenti preventivi. Un altro dei «misteri» che avvolge l’Odissea Bradanica.

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