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Raduno a Policoro, al congresso
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Raduno a Policoro, al congressonazionale dell'«esperanto»

di FILIPPO MELE

Sono arrivati a Policoro da 30 Paesi del mondo per prendere parte, da ieri al 2 settembre prossimo, all’84esimo congresso della Federazione esperantista italiana (Fei) incentrato sul tema «Cultura e comunicazione in Europa». Congresso che si aprirà ufficialmente nei saloni dell’Hotel Heraclea, al lido, alle 9.30 di oggi con una comunicazione in videoproiezione dell’ambasciatore italiano in Norvegia, Giorgio Novello. Già ieri, però, vi sono state iniziative come lo speciale annullo filatelico predisposto da Poste italiane e la celebrazione in esperanto della santa messa nella chiesa San Francesco di Assisi da parte di don Nicola Modarelli. Poi, gli appuntamenti proseguiranno sino a sabato. Ma ecco la presidentessa della Fei. Michela Lipari: “Sono contenta che ci considerino utopisti. In un mondo così legato al denaro sono fiera di battermi per la mia utopia. Io parlo questa lingua da 53 anni.

L’esperanto è stato studiato a tavolino nel 1987 dal medico polacco Ludovico Lazzaro Zamenhoff come mezzo per comunicare fra gli uomini al di là delle sovrastrutture culturali, religiose, nazionaliste. Nel suo discorso al primo congresso mondiale disse: qui non ci sono russi, polacchi, inglesi, francesi, ma uomini con uomini». Insomma, si tratta del sogno della lingua universale che, però, non vuole soppiantare le altre esistenti ma diventare quella capace di far comunicare tutti, alla pari. Un messaggio di pace e fratellanza. Tanto che l’Associazione mondiale, la Uea, è stata più volte candidata al Nobel.

«Ma le lobby politiche – ha spiegato la nostra interlocutrice - sono più forti di puri utopisti come noi. E molti nazionalismi, dal nazismo, al fascismo, allo stalinismo, hanno chiuso gli esperantisti nei ghetti e nei gulag». Ma qual’è la realtà dell’esperanto oggi? Lipari: «La lingua è diffusa ovunque i maniera più o meno numerosa. Milioni di persone la parlano ma è difficile dare numeri. Sono 2 milioni gli iscritti alle associazioni esperantiste di tutto il mondo affiliate a quella mondiale».

Ed a Policoro, tra gli ospiti stranieri, anche la presidentessa dell’Associazione cubana, Maritza Gutiérrez Gonzàles, redattrice in esperanto di Radio Havana: «Spero che la nostra lingua si rafforzi sempre più perchè aiuta la comunicazione e comunicare senza interpreti evita malintesi. Io parlo esperanto da 37 anni. Sono 900 gli iscritti alla mia associazione. Il Governo cubano ha sempre sostenuto la diffusione di questa lingua accettata tranquillamente nelle scuole».

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