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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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È già una cattedrale nel deserto
la stazione di pesca mai attivata

Sta passando un'altra stagione senza che il tutto inizi a funzionare

È già una cattedrale nel deserto la stazione di pesca mai attivata

MICHELE SELVAGGI


PISTICCI - «Struttura moderna, bellissima e funzionale. Esempio di efficienza, di lungimiranza e di strategia, ma anche punto di partenza per dare risorse ad un settore finora dimenticato, quello della pesca». Era il pensiero di Luca Braia, assessore regionale alle Politiche agricole, presente alla inaugurazione della Stazione di Pesca al lido San Basilio, durante gli ultimi mesi della Giunta Di Trani. Opera fortemente voluta da quella Amministrazione e in particolar modo dall’allora vice sindaco Domenico Albano che ne aveva curato l’iter e realizzato su terreno demaniale il progetto dell’ing. Rocco Di Leo e dell’arch. Nicola Coriglione con la direzione lavori dell’arch Enrico Maria Carosi.

L’intervento, primo in assoluto nella zona, rientrava nel “Bando Fep Basilicata 2007/13, insiste su un’area già destinata ad attività di pesca, vendita del pescato e rimessaggio, ben lontana dalle aree occupate da turisti, realizzata secondo i più rigidi criteri della compatibilità ambientale, dotata di sistemi tecnologicamente avanzati in campo di sicurezza. Ma a distanza di circa un anno e mezzo dalla sua inaugurazione (anche questa estate volge al termine) viene spontanea la domanda: ma che fine ha fatto quella bella struttura, di cui, da allora non si è più sentito parlare? Dopo quella dello scorso anno, siamo ormai in piena stagione estiva 2017 e, purtroppo dobbiamo rilevare, nulla è cambiato.

La stazione di pesca, o meglio la sua bianca struttura in legno, è sempre li ferma ai margini della spiaggia del lido San Basilio e mai avviata e utilizzata, come doveva essere e non è stato. Non sappiamo il perché dei ritardi, ma vogliamo auspicare che alla base di questi, esistono solo semplici motivi di ordine burocratico che comunque contribuiscono a far slittare ancora (ci auguriamo di poco) l’avvio della sua attesa attività. Si tratta comunque di un complesso importante, che vogliamo ricordare, per la sua costosa realizzazione, portata a termine a tempo di record, ha offerto spunti interessanti ma anche profonde riflessioni sia sull’annoso problema occupazionale, ma anche per quel che concerne il concetto di innovazione tecnologica, mirando principalmente a rivalutare il settore per gli operatori diretti e indiretti della pesca che operano sulla costa ionica, non solo pisticcese, oltre che a promuovere il territorio costiero lucano con una serie di servizi per gli operatori diretti e indiretti. E non è poco.

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