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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Altri esemplari estirpati perché instabili

Abbattuti 36 pini marittimi
Metaponto lido spogliato

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di ANGELO MORIZZI

METAPONTO - A un anno di distanza, quando oltre 150 pini marittimi furono abbattuti dal Comune di Bernalda sul territorio, perché ritenuti pericolosi, il Municipio, con un’ordinanza urgente, firmata dal sindaco Domenico Tataranno, in data 10 luglio, ha disposto l’estirpazione di altri 36 esemplari di pini marittimi a Metaponto Lido. In un’ex zona demaniale, di recente passata al Comune, dove sorgerà un sito ludico-commerciale (area ex Nones).

«L’abbattimento – viene specificato nell’ordinanza – a seguito di un sopralluogo dell’ufficio tecnico, si è reso necessario perché i pini presentavano evidenti segni di instabilità, notevole inclinazione del fusto rispetto alla verticale e sollevamento della zolla radicale oltre che incontrollata estensione della chioma. Negli ultimi anni, in tale area, non è stato mai effettuato alcun tipo di manutenzione. Essendo, perciò, i livelli di rischio incompatibili con la pubblica incolumità e la nuova destinazione del sito, si è reso necessario intervenire con ordinanza urgente».

Il nuovo abbattimento, avvenuto ieri, non costerà nulla alle casse comunali. Come nella precedente occasione, una società specializzata calabrese provvederà all’operazione, accettando, come unico compenso, la proprietà della legna ottenuta dall’abbattimento dei pini. I lavori di estirpazione e accantonamento non sono sfuggiti agli sguardi di passanti, residenti e villeggianti della località balneare. A livello politico si registrano interventi piccati da parte dei gruppi di minoranza, che parlano «di prosecuzione del processo di desertificazione del territorio», mentre sui social è un tam tam di immagini e interventi, tra «scoramento e indignazione».

Del precedente abbattimento, avvenuto nei primi mesi del 2016, e oggetto ancora di procedimento giudiziario, per accertare la legittimità dell’operazione, è tornato a occuparsi l’ultimo Consiglio comunale. La consigliera del Pd Carlotta Grieco ha attaccato la Giunta Tataranno, parlando «di ingiusti abbattimenti, non giustificati da documenti che ne rendicontassero la pericolosità. Frutto di una cultura ambientale poco sensibile». Rino Collocola, di Articolo Uno, ha ricordato «le interrogazioni alla Regione e al Parlamento che fecero scattare denunce e avvisi di garanzia. L’abbattimento del 2016 – ha concluso Collocola – poteva essere almeno dilazionato, senza tagli indiscriminati». Il capogruppo del Pd, Angelo Troiano, ha affermato «che il Comune ha abbattuto molti alberi in più di quelli che erano i veri casi di criticità, pure accertati dai tecnici addetti». Anche secondo il capogruppo di “Svolta di Centrodestra”, Franco Carbone, «i pini non erano tutti da tagliare. Le criticità si potevano superare con tecniche apposite, anellandoli alla base ed eliminando le radici superficiali». L’assessore all’Ambiente, Vincenzo Grippo (Centro), si è difeso, ricordando «che un avviso di garanzia non equivale a una condanna. E che l’abbattimento dei pini e la loro sostituzione con altre essenze era stata espressione dell’intero Consiglio comunale. Attualmente, al loro posto sono stati ripiantumati il leccio a Metaponto e il ligustro a Bernalda. I pini provocavano dissesti stradali e cause legali, con la gente che cadeva per strada. Talune scelte dolorose, perciò, si fanno per salvaguardare l’incolumità dei cittadini».

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