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Tre biglietti per un castello
la visita è un'impresa

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di Antonio Pace

LAGOPESOLE - Un Grande Imperatore per una piccola, misera, organizzazione comunale / regionale che non è in grado di gestire i flussi turistici che, nonostante tutte le negatività, arrivano e visitano il Castello federiciano di Lagopesole. Gli strateghi “turistici” hanno imposto che, per visitare il maniero federiciano di Lagopesole, i visitatori debbano fare tre biglietti diversi. Una mostruosità che solo da noi esiste. Un enorme macigno che si abbatte sull’economia del paese e anche dell’intera Basilicata, dimostrando l’incapacità di gestione della cosa pubblica.

Si è predicato da più parti (politiche comunali e regionali) che la gestione del castello doveva essere unica, ma nei fatti questo non è mai avvenuto perché ognuno ha voluto riservare un “orticello” per i propri beniamini, tralasciando l’obiettivo finale che doveva essere una crescita non solo culturale del comprensorio, ma anche una crescita economica del borgo che sconta da troppo tempo “ingerenze” misere di idee e nulle in programmazione. Insomma una “vecchia” gestione che fa acqua da tutti i lati ma che non si riesce a sradicare perché l’opposizione è troppo forte.

Occorre fare “pulizia” totale e riprogrammare una nuova efficiente gestione del Maniero federiciano. La stessa Pro-Loco è limitata nella propria programmazione, perché non riesce a far dialogare gli Enti preposti che per altro pagano fior di euro di fitto. L’amministrazione comunale di Avigliano è assente su tutti i fronti: per mancanza di sorveglianza si consente la sosta delle auto sin davanti il portone di ingresso; la ciottolata che conduce al Castello è quasi tutta divelta, l’illuminazione (degna di un cimitero monumentale) da poco sostituita fa a pugni con l’architettura del borgo, le strade di accesso sono un colabrodo, il paese è sporco e abbandonato, la cartellonistica turistica è inesistente, i collegamenti pubblici non esistono, la piazza che si doveva costruire nel campo sportivo smantellato, è una chimera (rimane solo un terreno pieno di sterpaglie nel centro del paese). Eppure, in questo borgo si registrano aumenti di residenti contrariamente al resto della Basilicata. Qualcosa non va per il verso giusto, bisogna invertire la rotta e anche presto, per non far fallire quello di buono resiste ancora.

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