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Radioterapia in ospedale
per frenare l'emigrazione

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Domani l’Azienda sanitaria materana (Asm) affiggerà all’albo aziendale il bando per la progettazione del bunker e dei locali annessi dove installare l'acceleratore lineare, ovvero la macchina adoperata per la radioterapia. Ad annunciarlo è Pietro Quinto, direttore generale dell’Asm.

Si potrà così completare la rete oncologica lucana che ha come riferimento il Crob di Rionero.

La Giunta regionale, nei giorni scorsi, ha approvato la delibera per la realizzazione del sito di radioterapia completo di bunker ed acceleratore lineare al Madonna delle Grazie di Matera.

L’importo complessivo è di € 3.750.000,00. In particolare il progetto prevede la costruzione del bunker e del sistema di radioterapia per € 3.025.000,00 e per i restanti € 725.000,00 è previsto l’acquisto di altre tecnologie connesse. Con il provvedimento approvato viene così istituita la «Rete interaziendale di radioterapia oncologica della Regione Basilicata», basata sull’implementazione di un modello interaziendale integrato, per produrre omogeneità di gestione del paziente oncologico e a razionalizzare le risorse umane e tecnologiche.

La rete dovrà realizzare un sistema integrato ed omogeneo di definizione, valutazione e validazione della qualità dei percorsi terapeutici in oncologia e delle tecniche dei trattamenti radioterapici in tutta la regione, oltre che razionalizzare gli investimenti con vantaggi in termini di ritorno economico. L’organizzazione della rete prevede il Crob di Rionero in Vulture con funzione di riferimento e l’attivazione di centri satelliti nei presidi ospedalieri San Carlo di Potenza e Madonna delle Grazie di Matera.

«La progettazione definitiva - dice il direttore generale dell’Azienda sanitaria materana, Pietro Quinto - dovrà poi essere consegnata entro 30 giorni dall’affidamento dell’incarico al professionista, subito dopo trasmetteremo il tutto alla Stazione unica appaltante. Chi partecipa alla gara per i lavori del bunker deve predisporre quindi l’elaborato esecutivo che si dovrà integrare con l’acceleratore lineare».

I tempi?

«Stretti, si dovrà procedere in maniera spedita».

La radioterapia si potrà fare così anche a Matera, oltre che a Rionero e a Potenza.

«Certo - chiarisce Quinto - il nuovo servizio consentirà a tanta gente materana di evitare di spostarsi in altri presidi, anche di altre regioni, o comunque della vicina Puglia, per pochi minuti di radioterapia, senza così sobbarcarsi chilometri e chilometri di strada.

Le risorse regionali ci sono e quindi la strada è spianata per garantire l’avvio del servizio.

L’obiettivo - conclude Quinto - è proprio quello di potenziare la sanità per quanto riguarda le prestazioni salvavita e perciò patologie severe come appunto i tumori». [e.s.]

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