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fabbrica di jesce

Ferrosud, al lavoro
su un doppio binario

Uscita dal concordato preventivo e impianto stoccaggio

Ferrosud, al lavoro  su un doppio binario

di Donato Mastrangelo

MATERA - La commessa per 30 carrozze, già acquisita nei mesi scorsi e che permetterà alla Ferrodus la continuità lavorativa fino al 31 dicembre 2018, non lascia dormire sonni tranquilli alle organizzazioni sindacali.

Incassato questo risultato rilevante, infatti, che ha comunque consentito la ripresa produttiva a pieno regime con l’impiego di tutta la forza lavoro, i sindacati tengono alta la guardia in considerazione del fatto che l’azienda di materiale rotabile situata nell’area industriale di Jesce, è in ogni caso alle prese con la procedura del concordato preventivo. In questo scenario, ovviamente, dare linfa al piano industriale speditamente non è agevole, tanto più che le leggi del mercato sono vincolate al fattore tempo.

«È chiaro afferma Maurizio Girasole, segretario regionale della Fiom Cgil - che l’impegno dei sindacati è quello di puntare ad un efficace programma di rilancio produttivo di uno degli stabilimenti che hanno segnato la storia industriale della città dei Sassi. Come già ribadito lo scorso marzo in un comunicato dalla Fiom Cgil e da Fim Cisl, la commessa dlle trenta carrozze rappresenta per Ferrosud una vera e propria boccata d’ossigeno. Nel frattempo, però, il nostro lavoro è proseguito alla ricerca di soluzioni finalizzate ad assicurare all’azienda ulteriore solidità sul piano produttivo ed occupazionale».

A questo proposito - prosegue l’esponente sindacale della Fiom - solleciteremo un nuovo incontro al Ministero dello sviluppo economico per approfondire gli aspetti legati alle prospettive future della Ferrosud. Oltre al tavolo romano e, dunque, ai nodi da sciogliere sulla procedura concordataria, sarà importante riprendere un confronto con la Regione Basilicata e, prima ancora, presumibilmente entro la fine di maggio, un incontro in Confindustria con l’azienda».

Sta prendendo sempre più quota, a tal proposito, l’ipotesi di poter contare, all’interno dell’area produttiva della fabbrica di Jesce, di un segmento dedicato alla messa in sicurezza per la demolizione, il recupero di materiali e la rottamazione di vagono non più utilizzabili. «La Ferrosud - afferma Girasole - ha i requisiti per poter svolgere questa tipologia di attività, fermo restando tutte le procedure autorizzative necessarie a poter realizzare un’area da adibire allo stoccaggio di veicoli ferroviari. Questo tipo di intervento permetterebbe di incrementare i livelli produttivi con evidente beneficio per i dipendenti. Nel frattempo - conclude il segretario regionale della Fiom Cgil - è opportuno continuare a tenere i riflettori accessi su Ferrosud con una visione strategica che vada oltre il 2018».

Negli ultimi anni, Ferrosud, ha vissuto vicende turbolente a cause di reiterate crisi produttive e di assetti aziendali che non sono stati in grado di pianificare piani industriali in grado di assicurare all’azienda una adeguata competitività sui mercati, a differenza di quanto invece era accaduto in passato.

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