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Venusio, giace nel degrado l'immobile di proprietà pubblica

Delegazione comunale ma soltanto sulla carta

di Donato Mastrangelo

In balia dell’incuria e dei vandali. È quanto accade ormai da diversi anni a Venusio per l’immobile che era destinato ad ospitare la delegazione comunale.

Il fabbricato situato in via Belgio, nell’area antistante lateralmente l’Hotel Garden Inn, appare dall’esterno in buone condizioni. Un impatto visivo che da una certa distanza inganna il visitatore. Appena giunti dinanzi alla struttura ci si rende conto del degrado imperante, tra erbacce, immondizia ed una mini discarica con la presenza di ogni forma di masserizia, compresi scarti di produzione artigianale. Lo spettacolo è ancora più indecoroso all’interno della delegazione comunale mai partorita. Razziati gli impianti elettrici, distrutti i sanitari, muri imbrattati, rifiuti sul pavimento: ogni spazio mostra in modo eloquente i segni dello scempio di questo luogo di proprietà pubblica.

All’interno di una delle stanze qualcuno, sentendosi indisturbato, ha pensato bene di allocarvi un improvvisato giaciglio con un materasso, forse a mo’ di alcova notturna.

L’immobile rappresenta un po’ la metafora di Venusio, il borgo progettato da Luigi Piccinato negli anni Cinquanta, dopo il varo del Piano regolatore del 1956 che portò il nome dello stesso architetto, seppure un primo insediamento, quello più antico, era risalente agli anni Trenta e destinato ai reduci della Prima Guerra Mondiale.

La frazione che negli anni Cinquanta nacque, dopo la legge De Gasperi sul risanamento dei Sassi, (e che a La Martella registrò l’intervento di Ludovico Quaroni), con l’obiettivo di riconnettere dal punto di vista urbanistico le zone rurali, negli ultimi decenni ha registrato un recupero architettonico mai realizzato segnando, di fatto, il fallimento di mettere in stretta connessione il cuore della città dei Sassi con la periferia, secondo un più organico di rigenerazione urbana.

C’è un altro aspetto su cui riflettere: una efficiente fruizione di questi spazi costituirebbe un prezioso tassello sul piano socio-culturale, proprio nelle zone geograficamente marginali e più soggette a fenomeni di disagio.

«Nei mesi scorsi - dichiara Mimmo Genchi - i residenti di Venusio insieme a Legambiente ed agli scout hanno ripulito l’area esterna del fabbricato e i locali all’interno, rimuovendo significativi volumi di rifiuti e masserizie. Certamente una appropriata destinazione d’uso dell’immobile rientrerebbe in un più ampio progetto di riqualificazione del borgo di Venusio, a beneficio di quanti vi abitano».

«Così come per altri immobili di proprietà comunale - afferma l’assessore al Patrimonio Antonella Prete - stiamo ipotizzando il recupero degli stessi, ragionando anche con l’Agenzia del Demanio per candidare alcuni progetti di riqualificazione. Nel caso di borgo Venusio - prosegue Prete - l’utilizzo della struttura potrebbe avere finalità socio-culturali, perseguendo l’obiettivo di legare la città alla periferia. Il primo scoglio da superare la ristrutturazione».

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