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mobile imbottito

Matera, nuovo taglio
del nastro per i divani

A sorpresa, «Egoitaliano» rompe il silenzio nella zona industriale di contrada La Martella

Matera, nuovo taglio del nastro per i divani

Pasquale Doria

Dieci anni fa, era un bollettino di guerra. Con aziende chiuse e migliaia di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, ogni giorno. Si respirava un’aria da lutto cittadino, specialmente a Matera. Qualcuno, però, non ha mollato. Ha resistito e ha avuto ragione. Sono andati avanti, al punto da approdare a un nuovo stabilimento su una superficie di partenza di 20 mila metri quadrati in quella zona industriale in contrada La Martella che è stata per anni la capitale del mobile imbottito europeo. È un gruppo di artigiani tosti, hanno dato vita al marchio Egoitaliano. Partiti da un fatturato di poco più di 100 mila euro, nel 2016 il giro di boa di 18 milioni, con un trend di crescita del 18 per cento in questo primo trimestre rispetto a quello dell’anno scorso.

Ci hanno creduto. Una notizia di cui si parla molto, in città. La speranza recondita è facile da indovinare, ovvero che il salotto riprenda quota. Chissà, forse non è impossibile. A sentire parlare l’amministratore delegato Pietro Stano, e Nino Scarcella, responsabile marketing e cofondatore dell'azienda, non è difficile farsi contagiare dalla voglia di fare. Oggi, contano circa tremila clienti sparsi in quaranta paesi di tutto il mondo, l’export si attesta intorno al 65 per cento del prodotto, mentre il 35 è coperto dal mercato interno. E tutto ruota sulla forza di un gruppo familiare allargato di una cinquantina di persone, la metà al di sotto di trenta anni. Sono i figli dei soci più anziani che hanno studiato e parlano almeno due lingue. Difficile chiamarli dipendenti. Lavorano a casa e adesso gli spazi stanno per ampliarsi notevolmente.

«Investire, di questi tempi - commenta Pietro Stano - non è facile. La nostra sfida va avanti da dieci anni ormai e non ci fermeremo, infatti, nella nuova sede inauguriamo anche una serie di strumenti innovativi che hanno lo scopo di migliorare le prestazioni e la gestione dei processi produttivi. Ma dico la verità - commenta con il suo modo di fare cordiale e sempre disponibile - sto già pensando al futuro perché sono certo che il prossimo decennio sarà ancora più avvincente».

Intanto, i suoi primi dieci anni di attività, Egoitalia li festeggia alla fiera internazionale del mobile che apre domani a Milano, in uno stand espositivo di 400 metri quadrati con un mix di novità, apprezzate alle fiere di Bruxelles, Parigi e Birmingham 2016. Uno dei punti di forza della produzione coniuga il linguaggio della moda e quello del design di interni proponendosi come laboratorio per i giovani talenti e i designer.

A Scarcella quasi brillano gli occhi quando ne parla. Ma c’è spazio anche per una delle forme più alte di cultura, la solidarietà. A Milano i materani si presentano con il divano Alice, progetto realizzato con la Onlus “La Bergognone” di Lodi. L’iniziativa è denominata “Folligeniali” e ha l’obiettivo di offrire a persone affette da disabilità psico-fisiche gli strumenti per esprimersi artisticamente, nonché una struttura extra-ospedaliera pronta ad accoglierli. «Sin dal primo incontro con il personale e il gruppo di Folligeniali - racconta Scarcella - abbiamo riconosciuto nel loro gruppo la stessa scintilla di lucida follia da cui è nata la nostra attività, in un momento di forte crisi del settore, quando remavamo contro tutto e tutti. All’associazione devolveremo il ricavato della vendita di Alice».

Un tipo di follia che non è nuova nella Murgia. A ondate si è presentata sotto diverse forme e produzioni fino a diventare tradizione. Il salotto, ormai, è uno di quei prodotti consolidati che qui parla la nostra lingua, e l’accento è inconfondibile

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