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«Noi docenti esiliati
speriamo nell'Ue»

Chiedono giustizia nel ricorso al Parlamento europeo

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MATERA - «La giustizia non ottenuta in Italia, potrebbe essere riconosciuta dall’Europa». La materana Filomena Pinca è una delle anime del comitato «8000 esiliati fase b Gae», cioè dei docenti della scuola pubblica immessi in ruolo nella fase della Legge 107/2015 (cosiddetta buona scuola) e obbligati a trasferirsi nel Centro o Nord d’Italia per insegnare. persone, a loro dire, pesantemente penalizzate dalle procedure di immissione in ruolo.

Pinca è nota anche per aver contestato l’ex premier Renzi in occasione della sua visita a Matera.

La battaglia degli insegnanti, e soprattutto quella di Pinca, prende ora una piega europea: «Ho deciso di avvalermi della Carta dei diritti fondamentali della UE e rivolgermi al Parlamento europeo per segnalare cosa è accaduto ai docenti assunti in fase b. Non sono un avvocato, ma un privato cittadino che ha visto lesi alcuni diritti fondamentali suoi e di altri 8000 docenti, e non vuole tacere».

Chiedo l’azione europea a tutela dei diritti sanciti dal Trattato di Nizza in quanto ritengo di essere stata discriminata nell’attuazione della norma introdotta dalla legge italiana n. 107 (riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega) che ha disciplinato il piano straordinario di assunzioni su base nazionale per le cosiddette fasi B e C».

In particolare, si fa riferimento agli articoli 1 e 15 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea approvata con il Trattato di Nizza, nel quale si garantisce e protegge la dignità e la libertà del lavoratore, che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2352 del 2 febbraio 2010, ha ritenuto di poter applicare in via diretta, assumendoli come parametri per affermare che il valore della dignità umana si riflette anche sul versante dei diritti individuali dei lavoratori, e tutto questo implica la necessità di assicurare, anche in sede giurisdizionale, idonee garanzie avverso atti di qualunque natura che vadano a ledere tali fondamentali diritti. «Ciò vuol dire - aggiunge Filomena Pinca riportando alcuni dei passaggi del ricorso al Parlamento europeo - che l’aver ricollocato docenti che per anni, dopo aver superato un concorso selettivo, sono stati impiegati nello svolgimento di specifiche mansioni in determinati ordini e gradi della scuola pubblica, e averli stabilizzati per l’insegnamento di materie diverse, se non addirittura di sostegno, in ordini e gradi diversi della scuola, per il solo fatto di essere in possesso di altre abilitazioni, diverse da quelle che avevano fondato la loro iscrizione nelle Graduatorie ad esaurimento, rappresenta una evidente compressione della dignità di questi lavoratori, perché ne mortifica l’esperienza maturata, la formazione specifica acquisita nel tempo anche con strumenti di aggiornamento. Tutto questo, poi, viola la libertà di scelta che era stata inizialmente offerta “in astratto” ai medesimi docenti con la legge n.107/2015».

Nella richiesta di giustizia rivolta agli organismi comunitari, si evidenziano le gravi violazioni dei diritti delle persone rientranti nella categoria dei docenti assunti in fase B da Graduatorie ad esaurimento, il cui status giuridico, consolidatosi per effetto del legittimo affidamento da questi riposto nelle norme che hanno disciplinato il reclutamento del personale scolastico, è stato completamente stravolto. [e.s.]

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