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Migranti a Scanzano Jonico
il Comune è mediatore

Evitato il muro contro muro tra chiesa e comitato di Terzo Cavone

Migranti a Scanzano Jonico il Comune è mediatore

di FILIPPO MELE

SCANZANO JONICO - «Abbiamo evitato il muro contro muro. Il Comune farà da mediatore tra il Comitato di Terzo Cavone e la chiesa per cercare di trovare un punto di incontro sulla questione dell’arrivo di 12 rifugiati, donne e bambini, nei locali in ristrutturazione della chiesa di San Giulio». Lo ha detto il sindaco Raffaello Ripoli (Movimento civico scanzanese) al termine dell’incontro svoltosi ieri nella sala consiliare tra l’amministrazione ed una folta delegazione di residenti nella frazione del centro lucano. Frazione famosa in tutta Italia e nel mondo perchè il Governo, nel 2003, voleva ubicarvi il Deposito unico delle scorie nucleari d’Italia.

«Il Comitato – ha spiegato il primo cittadino – ha chiesto che i rifugiati possano anche arrivare da loro ma che non vengano ospitati nei locali della struttura religiosa. Noi ci siamo fatti promotori di un confronto ristretto per verificare se ci siano i margini affinchè la richiesta possa essere accolta». Così si è conclusa una serata convulsa con il sindaco da una parte, il Comitato dall’altra, e la parrocchia da un’altra ancora. I manifestanti, guidati da Donato Ventimiglia, hanno ribadito di non essere razzisti: «Questa parola a noi affibbiata ha infangato tutta Scanzano. La storia di questo paese nega questo attacco nei nostri confronti. Qui sono state accolte persone di qualsiasi razza e religione. Ma noi non siamo stati coinvolti nella fase di redazione del progetto sia dalla chiesa sia dal Comune. Improvvisamente ci siamo trovati un’impresa edile che lavorava alla nostra chiesa. E nessuno ci ha dato spiegazioni. Non potevamo restare tranquilli di fronte a questo atteggiamento. Il parroco don Antonio Polidoro si è chiuso nei nostri confronti. Ci sono altre strutture che possono accogliere i rifugiati a Terzo Cavone ma non nella chiesa che è nostra».

E quando abbiano chiesto se non fossero d’accordo con Papa Francesco che ha detto di aprire le parrocchie ai profughi Ventimiglia ha risposto: «Adesso la Curia deve spendere 30 mila euro. Come mai prima d’ora non ha speso neanche un euro?» Ripoli, dal canto suo, ha spiegato l’iter che ha portato al progetto di accoglienza di 3 donne e 9 bambini in sede di prefettura: «Il Comune ha accettato la proposta della chiesa. Scanzano, così, avrebbe ottemperato ai suoi obblighi di accoglienza».

All’incontro era presente anche don Antonio. Momenti di tensione ci sono stati quando un’anziana donna ha accusato il reverendo di non aver voluto fare l’omelia dopo il suo primo incontro con chi sta protestando. «Il Vangelo – ha detto il parroco di Maria Santissima Annunziata e di San Giulio – mi dice di fare accoglienza come ci è stato sollecitato da Papa Francesco. Non ho mai usato e non userò parole cattive verso di voi». Poi, ha abbandonato la riunione. Nell’atrio ha detto: «Spero che la Grazia di Dio ed il buonsenso ci diano la possibilità di creare un clima accogliente. Chi protesta è solo una parte della comunità. Molta gente mi ha chiamato ed incoraggiato ad esprimere solidarietà ed accoglienza. Mi spiace questa contestazione ma c’è una comunità intera disponibile all’ospitalità. Non esprimo giudizi. Sono miei parrocchiani anche quanti contestano».

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