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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Torna l'incubo degli attacchi
notturni alle attività agricole

FILIPPO MELE

SCANZANO JONICO - «Non so chi ci ha fatto questo scempio e perché. So solo che non ci fermerà, insieme a mio fratello Luca ed alla mia famiglia. Siamo pronti a rimettere a dimora le piantine distrutte». Lo ha detto, con la voce alcune volte vibrante per la comprensibile emozione, il giovane imprenditore agricolo Roberto Frabetti, 27 anni, noto, come anche Luca, negli ambienti del calcio del Metapontino per la sua attività sportiva, nel mentre ci mostrava gli effetti di quella che ha definito “disgrazia”. Nottetempo, ignoti, “armati” di una forbice da potatore, hanno tranciato di netto mille piantine di kaki mela della varietà Rojo brillante. Piantine ormai inservibili. Sono tornati, quindi, gli attacchi notturni alle attività del settore primario del centro dell’arco jonico lucano. Attacchi rientranti nel più vasto capitolo definito agro racket.

Ma ecco ancora il nostro interlocutore: «A Scanzano Jonico l’agricoltura dà ancora prospettive. Ecco perché, con Luca, abbiamo acquistato questi sei ettari di terreno, in via Val d’Agri, per farne un frutteto. Ed abbiamo puntato sui kaki. Abbiamo impiantato a dicembre 4700 astoni, le piante cresciute in vivaio. Abbiamo impegnato la nostra attività ed i nostri risparmi in questa avventura sperando anche nei finanziamenti della legge sulla piccola proprietà contadina». Invece? «Invece, quattro giorni fa, quando siamo arrivati sul campo, come ogni mattina, ecco la disgrazia. Non volevamo credere ai nostri occhi. Mille piantine tranciate, sotto all’innesto. Uno sfregio.

Astoni inservibili. È un danno da circa 6mila euro». Chi ha potuto escogitare un attacco del genere e perchè? Domande che il giovane calciatore-agricoltore si sarà posto ormai tantissime volte. Senza darsi una risposta: «Non sappiamo chi ha potuto farci questo. Noi non abbiamo mai fatto male a nessuno. Non ce lo aspettavamo. Noi siamo gente per bene. Siamo una famiglia che ha sempre lavorato e sudato». C’è stato, forse, chi ha chiesto qualcosa che non ha ottenuto? O che ha fatto minacce varie? «No, nessuno ci ha mai chiesto nulla. E noi siamo persone libere». Sul taglio dei mille kaki sta indagando la Polizia di Stato a cui i Frabetti hanno sporto denuncia. Ed ora, cosa accadrà? Roberto: «Non ci arrendiamo. Ci hanno tagliato mille piante e mille ne ripianteremo. Vogliamo insistere. Vogliamo sfondare anche in agricoltura. Non ci fermerà nessuno».

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