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Matera conquista quattro riconoscimenti nella nuova Guida Michelin del 2017

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Matera si conferma “regina della buona tavola” conquistando nella Guida Michelin 2017 quattro riconoscimenti per altrettanti ristoranti selezionati.

Per il Centro Studi Turistici Thalia, la Guida - che in totale comprende complessivamente 16 ristoranti lucani (Matera 4, Maratea 3, Melfi 2 e uno a Potenza, Castelmezzano, Rionero, Trecchina, Bernalda, Terranova, Rotonda) rafforza il “mangiare bene mangiare lucano”.

Quello che non convince però – sottolineano gli esperti del Cs Thalia – è che la Basilicata continua ad essere l’unica regione che non ha nessun locale stellato. Un dato a conferma che le stelle Michelin sono concentrate nel Nord dove, per esempio, sono ubicati quattro dei cinque ristoranti che quest’anno sono stati promossi con la seconda stella. Per restare agli aspetti positivi di attrazione turistica per target di gourmet e cosiddetti appassionati della forchetta, il merito è di ristoratori come Francesco Abbondanza (L’Abbondanza Lucana, riconfermata nella Guida Michelin 2017, un locale molto curato negli scenografici ambienti tipici dei Sassi) che fa della cucina un autentico viaggio itinerante fra gusto, cultura ed antichi sapori. Creatività, fantasia e tradizione gli ingredienti principali di piatti a base di pasta artigianale, peperoni cruschi, conserve, i migliori formaggi lucani, la salsiccia di Gorgoglione, e le zuppe della tradizione gastronomica lucana. La Zuppa di Fave e Cicorie e la zuppa dell’Abbondanza, sono alcune delle selezioni gastronomiche più note. Senza questi custodi di tradizioni alimentari e sapori – sottolinea il C.S. Thalia – non ci sarebbe futuro per la gastronomia e la ristorazione lucana e tanto meno il successo di gradimento, specie a tavola, riscontrato da Matera. Abbondanza, oltre a custodire antiche ricette tramandate da generazioni ha saputo innovare piatti e prodotti con la creatività che riescono ad esaltarne gusto e sapore e a trasmettere rinnovate emozioni. Si pensi allo “gliumuriell”, leccornia della cucina tipica gorgoglionese, che da piatto povero già da qualche tempo conosce una stagione di nobiltà al punto che la Pro Loco,   già da anni si sta muovendo come promotrice per portare l’involtino di Gorgoglione ad ottenere il riconoscimento di piatto tipico tradizionale, sperando di giungere nel più breve tempo possibile al tanto ambito marchio Igp, che andrebbe a sigillare l’unicità del prodotto tipico gorgoglionese. 

Tra l’altro - spiega il Centro studi Thalia – al mondo agricolo va ascritto il merito di essersi saputo ripensare, pur sempre rimanendo strettamente fedele ai propri caratteri distintivi, che però ha riletto attraverso schemi e logiche più aderenti ai modelli odierni e senz’altro più attraenti. La “rinascita” a tutto tondo del settore agricolo, oltreché a livello identitario, prende forma anche nella sua potenzialità di proporsi come forza propulsiva in grado di trainare l’economia italiana fuori dallo stallo dal quale non sembra in grado di smuoversi.

In fondo la Guida Michelin è la testimonianza che la ristorazione italiana continua ad essere premiata per l’originale interpretazione della sua proposta gastronomica ma, anche, per la capacità di utilizzare  le straordinarie materie prime made in Italy.

Insomma, soffia vento favorevole per i professionisti impegnati ai fornelli e per quelli che curando alla perfezione la sala, contribuiscono a rendere sempre migliore l’offerta della ristorazione locale. Per Matera un motivo in più di attrazione turistica prendendo i visitatori per la gola.

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