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di Emilio Salierno

MATERA - Si vota l’8 gennaio per il nuovo Consiglio dell’ente Provincia. Il turno di votazioni non riguarderà il presidente Francesco De Giacomo, eletto nel 2014, che resterà in carica per altri due anni, come previsto dalla normativa. Entro domani dovranno essere presentate le liste per i consiglieri e i partiti stanno ultimando le operazioni per definire le proprie squadre.

«Sono stati due anni difficili - dice il presidente De Giacomo - in conseguenza del taglio dei fondi a disposizione, praticamente 19 milioni in meno in bilancio, anche se molti problemi li abbiamo risolti. Voglio solo ricordare che siamo riusciti a sbloccare la vicenda dei pagamenti alle imprese che hanno realizzato opere pubbliche, a fronte di una debitoria di 20 milioni di euro per effetto del Patto di stabilità. Ma ce l’abbiamo fatta. Sono stati messi in campo altri 20 milioni bloccati dal Cipe e l’ultima gara per le assegnazioni è di questi giorni».

De Giacomo ricorda che la sua amministrazione «ha portato avanti gli interventi delegati dalla Regione Basilicata per la forestazione, la scuola, nonostante l’esiguità dei finanziamenti».

La riforma Delrio, sottolinea il presidente, «ci ha portato via circa cento unità del personale, che non fanno più capo al nostro ente, rispetto ad una quota che, in origine, era di oltre 300».

Se l’esito del referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale fosse stato un altro, il primo effetto sarebbe stato la trasformazione della Provincia in area vasta. Ora, tuttavia, il quadro non è ancora del tutto chiaro per capire quale sarà il destino dell’ente e bisognerà attendere le prossime decisioni a livello nazionale.

Il 28 ottobre del 2014 ci fu l’insediamento dell’attuale assemblea provinciale dell’«era Delrio» e della riforma del titolo V della Costituzione. Parole di circostanza nel primo incontro tra il presidente e i consiglieri. Nell’occasione furono delineati i tasselli «per poter risollevare e risanare, in perfetta sintonia con il governo regionale e nazionale, le emergenze che affliggono il territorio e per poter iniziare a costruire nuove proposte, di buona politica e buona amministrazione».

Quella del 12 ottobre del 2014 fu un’elezione riservata a pochi, 403 votanti in tutto tra primi cittadini e consiglieri comunali, che rinnovarono un Consiglio costituito da 10 consiglieri e il presidente.

Alle urne con il cosiddetto «voto ponderato», cioè il voto dei piccoli Comuni ha un peso minore rispetto a quello dei più popolosi. Cinque le fasce demografiche: enti con 3mila abitanti; superiori a 3 mila e sino a 5 mila; superiori a 5 mila e sino a 10 mila; superiori a 10 mila fino a 30 mila; superiori ai 30 mila fino ai 100 mila. Nel 2014 i candidati alla presidenza furono due: Francesco De Giacomo, sindaco di Grottole (che poi fu eletto), e Antonio Stigliano, consigliere provinciale uscente. Quattro le liste: "Pd", "Progresso per la Provincia", "Fronte Comune" e "Nuova Provincia".

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