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Provincia, ora il destino
è legato al referendum

Se vince il no, scompare del tutto. Altrimenti elezioni a gennaio

Provincia, ora il destino è legato al referendum

MATERA - Tutto è ora legato all’esito del referendum del 4 dicembre prossimo per capire il destino della Provincia di Matera, come di altre già depotenziate con la riforma Delrio.

Se dovesse vincere il “no”, si andrebbe verso l’abolizione definitiva dell’ente di Via Ridola, se invece si dovesse affermare il “sì” tutto, o quasi, resterebbe nel limbo dell’incertezza, ma con un appuntamento certo previsto a gennaio: le nuove elezioni, riservate a sindaci e consiglieri comunali in carica del Materano.

L’esito del referendum sulla riforma costituzionale è così la nuova spada di Damocle sulla Provincia di Matera. È soprattutto per questo motivo che i partiti restano alla finestra ad attendere cosa accadrà ed è così tutto fermo rispetto a nuovi “giochi” politici, alleanze e movimenti vari per accaparrarsi le poltroncine della Provincia. Da un giro di informazioni tra i rappresentanti dei partiti provinciali questo emerge. Calma piatta, insomma, aspettando buone o cattive notizie - almeno per chi ne è interessato - prima di rassegnarsi o affilare le armi per conquistare la presidenza e posti in Consiglio dell’ente.

Il 28 ottobre del 2014 ci fu l’insediamento dell’attuale assemblea provinciale (presidente Francesco De Giacomo) dell’«era Delrio» e della riforma del titolo V della Costituzione. Nell’occasione furono delineati, più che altro, i tasselli «per poter risollevare e risanare, in perfetta sintonia con il governo regionale e nazionale, le emergenze che affliggono il territorio e per poter iniziare a costruire nuove proposte, di buona politica e buona amministrazione». Parole riferite ad un ente che si ritrova in una posizione che non è né carne né pesce.

Il 12 ottobre del 2014 fu un’elezione riservata a pochi, 403 votanti in tutto tra primi cittadini e consiglieri comunali, che rinnovarono un Consiglio costituito da 10 consiglieri e il presidente. Alle urne con il cosiddetto «voto ponderato», cioè il voto dei piccoli Comuni ha un peso minore rispetto a quello dei più popolosi. Cinque le fasce demografiche: enti con 3mila abitanti; superiori a 3 mila e sino a 5 mila; superiori a 5 mila e sino a 10 mila; superiori a 10 mila fino a 30 mila; superiori ai 30 mila fino ai 100 mila.

Nel 2014 i candidati alla presidenza furono due: Francesco De Giacomo, sindaco di Grottole (che poi fu eletto), e Antonio Stigliano, consigliere provinciale uscente. Quattro le liste: "Pd", "Progresso per la Provincia", "Fronte Comune" e "Nuova Provincia".

Solo per indicare una delle vicende che hanno interessato l’ente di Via Ridola, quella che ha visto protagonista a luglio scorso il sindacato (Uil, in particolare) con la denuncia di «politica clientelare adottata dagli attuali amministratori», e questo dopo la costituzione, «per tanti versi illegittima oltre che palesemente inopportuna» (secondo la Uil), dell’Ufficio di staff della Presidenza. E poi le critiche sull’individuazione di incarichi sub-dirigenziali che si sono caratterizzati, sempre secondo il sindacato, «per un’inspiegabile ridondanza e per criteri e modalità di assegnazione che, per usare un eufemismo, non assicurano pari opportunità fra i potenziali aventi titolo».

Certo, al di là di quello che sarà il destino della Provincia di Matera bisognerà affrontare seriamente alcune questioni centrali, tra cui quella della viabilità. La rete stradale provinciale è vasta ed ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione. Non se ne può fare a meno.

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