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di Emilio Salierno

MATERA - A numerosi materani che hanno una casa su un terreno che apparteneva alla Chiesa, la diocesi di Matera-Irsina chiede di pagare un canone enfiteutico, relativo agli ultimi cinque anni e, d’ora in poi, ogni anno.Una sorpresa per molti cittadini che scoprono, in ritardo, questo «gravame», tanto che Federconsumatori, nei giorni scorsi, ha sollevato il problema suggerendo di non pagare se non dopo aver approfondito la questione. L’associazione dei consumatori ha anche parlato di «anacronistica gabella su ignari cittadini».

Nella lettera raccomandata inviata dall’Istituto per il sostentamento del clero, si fa presente che, a seguito di accertamenti al catasto terreni, risulta che «il cittadino è proprietario di un immobile censito su cui grava il diritto di concedente “Capitolo del Clero di Matera”, ora Istituto diocesano sostentamento clero». Dovendo regolamentare la materia sul diritto del concedente, chiarisce l’Istituto, «si è deciso di procedere alla richiesta del canone dovuto a titolo di enfiteusi sull’area su cui grava il livello. Pertanto, in qualità di livellario, è tenuto (il cittadino, n.d.r.) a corrispondere a questo Istituto, quale intestatario del diritto del concedente, il canone annuo previsto e concordato». Si sottolinea, inoltre, che la somma «dovrà essere versata sia per il corrente anno 2015, come per gli ultimi cinque anni, entro il 15 settembre. In alternativa al versamento del canone si offre la possibilità di affrancare, a mezzo di un importo da stabilire, la piena proprietà delle aree mediante atto notarile». Sin qui la comunicazione della diocesi.

Il «Livello» è un istituto giuridico risalente al Medioevo, diffuso soprattutto nel XVIII e XIX secolo, e fa riferimento a beni immobili della Chiesa (ma anche di enti pubblici). È assimilato all’Enfiteusi, in origine costituito mediante il trasferimento di proprietà a titolo gratuito di un bene immobile, in cambio di una rendita annua perpetua, cosiddetto “canone livellare”, che avveniva prevalentemente mediante il pagamento in misura fissa di prodotti naturali (generi alimentari/agricoli). A garanzia del pagamento di tale canone livellare veniva contestualmente iscritta un'ipoteca sui beni trasferiti, da rinnovarsi con cadenza trentennale fino a quando venne tolta l’obbligatorietà a seguito del concordato tra Stato e Chiesa del 1929. Il «Livello» venne costituito con rogito notarile e la relativa ipoteca può essere oggi estinta solo mediante nuovo rogito notarile (affrancazione). La gestione dei livelli è passata all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero.

Don Davide Mannarella, dell’Istituto per il sostentamento del clero, precisa: «È da anni che inviamo tale richiesta e non sarà certo l’ultima. Sono già in corso circa 2000 pratiche. Diversamente da enti pubblici proprietari di immobili interessati dal canone enfiteutico, noi chiediamo solo un terzo o un quarto di quello che potremmo ottenere. È una quota davvero minima e comunque ne discutiamo caso per caso con gli interessati. Non vogliamo lucrare, ma sanare solo una situazione che purtroppo non è stata regolarizzata a tempo debito in quanto la legge lo consentiva. Non dimentichiamo che, dal 1600, quasi tutta Matera era di proprietà della Chiesa, sia per quanto riguarda le case che i terreni. I cittadini possono rivolgersi ai nostri uffici per avere tutte le spiegazioni del caso».

Ma in molti non sapevano nulla del gravame.

«Di norma, nel contratto è riportato. Se faccio un atto dal notaio, che è pubblico ufficiale, parto dal presupposto che ho comprato un immobile e si presuppone che sia tutto chiaro. Che poi il notaio abbia spiegato o letto che ci fosse il gravame e il cittadino non se ne è reso conto, in quel caso non le so dire».

E sui fogli catastali è riportato tutto? «Solo con l’indicazione del catasto non posso dimostrare nulla. In realtà, noi facciamo riferimento a titoli di proprietà, che possediamo. Questi documenti posseggono la vidimazione della casa reale che comprova la proprietà. Il catasto può essere utile se io volessi fare un percorso storico, avere idea del metraggio e dei confini, ma non è valido ai fini di una prova legale».

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