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di FILIPPO MELE
POLICORO - Una manifestazione di protesta contro la prima autorizzazione alla ricerca di idrocarburi nel mar Jonio rilasciata dal Governo Renzi alla compagnia Enel Longanesi è stata, a sua volta, contestata. Trasformando una iniziativa che doveva mostrare all’Italia tre regioni unite, Puglia, Basilicata e Calabria, nel dire «no alle trivellazioni nel Golfo di Taranto», in una serie di scontri verbali che, per poco, non sono sfociate in rissa. E nel pomeriggio, la «doccia gelata» della risposta del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi all’on. Cosimo Latronico (FI): «Il Governo va avanti con il progetto di perforare il mar Jonio».

Insomma, non è andata come si aspettavano gli organizzatori. In primo luogo il sindaco Rocco Leone, che l’aveva voluta e che, ha detto, si aspettava le contestazioni. Di fatto, dalle 9 sino alle 12, è stato un fiorire di fischi, urla, improperi, rivolti soprattutto al presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella.

Contro di lui si sono sfogati un manipolo di esponenti di «Noi con Salvini» ed un più vasto gruppo di esponenti dei movimenti che da sempre si sono battuti contro le trivelle prima sulla terra ferma ed ora sul mare. Per loro Pittella ha «la colpa di non aver impugnato il decreto Sblocca Italia e di sfilare per dire no alle trivelle in mare mentre non ha fatto nulla contro quelle sulla terra ferma». Il tutto sotto gli occhi, e le orecchie, di una quarantina di sindaci giunti da Basilicata, Puglia e Calabria.

Pittella: «Chiederemo la modifica della legge che ha creato una moratoria per Venezia includendo lo Jonio o che si faccia il piano delle aree per estrazioni in mare con intese con le Regioni. E noi diremo no. Altrimenti saremo pronti anche al referendum. Ma con le istituzioni si parla».

E «no alle trivelle per terra e per mare» ha dichiarato Oliverio: «Vogliamo energia pulita non interventi che distruggono l’ambiente. Ci siamo opposti a tutte le richieste di trivellazione. Il mio primo atto da governatore è stato quello di impugnare la norma che prevede poteri sostitutivi da parte del Ministero dello sviluppo economico».

Infine Emiliano, giunto a manifestazione quasi finita: «Andare a cercare petrolio di bassa qualità dopo l’accordo Iran - Usa mi sembra una follia. I Paesi occidentali saranno invasi da petrolio di qualità e noi andiamo a bucare i mari creando interferenze di ogni genere. La Puglia ha impugnato tutti gli articoli dello Sblocca Italia». Ma se il Governo Renzi non ritira l’autorizzazione già rilasciata nello Jonio, i governatori Pd sono pronti a toglierli la fiducia? «Fate domande corrette» ha replicato, tranchant, Emiliano.

Infine, il comizio. Anche questo finito sotto una selva di fischietti impazziti e di contestazioni. Ma Leone, il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, Pittella, Oliverio, e Emiliano, hanno parlato ugualmente alzando la voce e contestando, a loro volta, i contestatori. Pittella: «Salvini voleva le scorie nucleari a Scanzano Jonico. Ebbene, io vi sfido tutti e vi batto».

Emiliano: «Noi siamo la forza della costituzione repubblicana. Non siamo fascisti come voi. E non ci facciamo zittire da quattro fischietti. Chi difende il mare deve stare con noi non contro di noi. Qui c'è la carica di tante fasce tricolori». E la chiusura intonando, a sorpresa, «Bella ciao», tra urla e fischi.

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