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MATERA - Matera fu la prima città dell’Italia meridionale a ribellarsi all’oppressione nazifascista. Una insurrezione che costò la vita a 24 persone di cui 16 cittadini materani.

Prima ancora di quelle che sono passate alla storia come le quattro giornate di Napoli dal 28 settembre al 1° ottobre 1943, come reazione popolare e spontanea ai venti giorni di occupazione nazista della città partenopea. La città dei Sassi ha rievocato ieri il tragico evento del 21 settembre 1943.

Una cerimonia, quella celebrata nell’anno della pandemia da Covid-19, all’insegna della sobrietà e nell’assoluto rispetto delle norme imposte dal distanziamento sociale.

La ricorrenza si è svolta senza il tradizionale schieramento di forze in Piazza Vittorio Veneto e senza il corteo delle autorità civili e militari e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Esigenze come dette dettate non soltanto dalle normative finalizzate a contrastare la diffusione del contagio da Coronavirus ma anche per non ostacolare gli adempimenti connessi alle elezioni per il Referendum sul taglio dei parlamentari e per il rinnaovo del Consiglio comunale e la designazione del nuovo sindaco.

Sono state deposte ghirlande e corone di alloro nei luoghi in cui sono apposte le lapidi che ricordano il sacrificio delle 22 persone uccise in quella eroica giornata: al cippo di Via Lucana, dove sorgeva la caserma della milizia fatta esplodere dai tedeschi, in Via Lucana (ex palazzo della Società elettrica), in Via Cappelluti (Camera di Commercio). La cerimonia di commemorazione si è conclusa in Piazza Vittorio Veneto con la deposizione di un’altra ghirlanda di alloro al Monumento ai Caduti. Una manifestazione sobria ma carica come sempre di significato, a cui hanno partecipato il sindaco Raffaello De Ruggieri, il prefetto Rinaldo Argentieri, il Questore Luigi Liguori, il comandante provinciale dei Carabinieri, Nicola Roberto Lerario, la vice comandante della Guardia di Finanza, Irene Sardone, e il comandante della Polizia Locale, Paolo Milillo.
Fu un pesante tributo di sangue quello che Matera pagò per l'eroico gesto del suo popolo tanto che la città il 21 settembre 1966 fu insignita della medaglia d'argento al valore militare.

Il 17 novembre 2016 al Quirinale, invece, in una solenne cerimonia il presidente della repubblica Sergio Mattarella assegnò alla città di Matera della medaglia d'oro al valore civile per i fatti del 21 settembre 1943, conferimento che era stato attribuito il 19 agosto 2016 con la seguente motyivazione: 3«Durante gli ultimi giorni di permanenza dei tedeschi in città, la popolazione materana, sempre più esasperata dalle distruzioni, dai saccheggi e dai soprusi compiuti dagli invasori che si preparavano alla ritirata, si rese protagonista di atti di eroismo e di martirio per contrastare la violenza perpetrata dagli occupanti, sia nel centro urbano che nelle campagne, che causò rastrellamenti e numerose vittime innocenti. Splendido esempio di identità comunitaria e alto spirito umanitario, orientati ad affermare i valori di libertà e giustizia», questa la motivazione

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