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IL PROGETTO

Matera, spunta l'ipotesi dell Diagonale del Mediterraneo per il Sud

Da Brindisi verso Taranto, poi in Basilicata per toccare Metaponto, Matera e Potenza, e verso il Tirreno per confluire sulla Napoli-Salerno

Matera, spunta l'ipotesi dell Diagonale del Mediterraneo per il Sud

Una «diagonale del Mediterraneo per il Sud», cioè una lunga rete ferroviaria che parte da Brindisi e va verso Taranto, poi in Basilicata tocca Metaponto, Matera e Potenza. E infine si dirama nel Tirreno per confluire sulla linea Napoli-Salerno.
Un piano che starebbe mettendo a punto InvestItalia, struttura voluta dal Governo. Si tratta di un progetto di cui si parla su «Ferrovie.Info», portale sui trasporti, che riporta il contenuto di un articolo diffuso da un quotidiano nazionale.

Una seconda direttrice, stando a quanto riportato su «Ferrovie.Info», dovrebbe attraversare la parte settentrionale della Calabria, «scendendo lungo la costa ionica per poi attraversare in diagonale la regione lungo la direttrice Sibari-Paola, nel Cosentino. Un altro tratto, sempre in Calabria, percorrerà l’intero versante che si affaccia sullo Ionio, da Sibari fino a Reggio Calabria». 

L’idea di fondo su cui si snoda il progetto è di far attraversare il Mezzogiorno da infrastrutture diagonali, capaci di collegare tre mari: Ionio, Adriatico e Tirreno. Il fine «è quello di bilanciare un sistema ferroviario che oggi privilegia le dorsali, quella adriatica e quella tirrenica, lasciando isolate tantissime città, piccole e grandi, che si trovano all’interno. Per questo è in fase di ideazione anche una seconda Diagonale, nel Centro Italia, che potrebbe collegare Pescara e Ancona a Roma».
La logica che risponde alla progettazione per diagonali è dettata da ragioni strutturali, fa presente il sito riportando l’articolo di stampa: «I flussi turistici si fermano sostanzialmente in Campania, i porti mancano di collegamenti ferroviari, le università non sono collegate tra di loro, così come le città costiere con quelle interne.

La diagonale del Mediterraneo per il Sud mette a sistema tutti questi elementi, includendo anche i parchi archeologici e quelli naturalistici». 

Cosa ne pensa l'«Associazione materana per la ferrovia nazionale», che già nei giorni scorsi ha avuto modo di ribadire che la Basilicata deve attrarre turisti e investimenti privati degli imprenditori, ma questo passa attraverso la mobilità veloce su ferro per le lunghe percorrenze e collegamenti efficienti su gomma con i borghi lucani?

Formula inderogabile, tra l’altro, per il “turismo di prossimità”.

«È una delle ipotesi - dice Nicola Pavese, presidente dell’associazione - e forse non nuova, anche se un po’ diversa rispetto a quella di circa due anni fa secondo cui i binari avrebbero dovuto arrivare a Salandra/Ferrandina e con una nuova galleria uscire sotto Miglionico, proseguendo per la valle del Bradano e la zona dei Tre confini, in diagonale, immettendosi poi in territorio pugliese verso Ginosa e quindi per la Bari-Taranto. Ora, invece, la discussione degli ultimi giorni, anche nell’ambito della presunta volontà governativa della cosiddetta “alta capacità”, più che alta velocità, della rete ferroviaria nazionale. Tra l’altro, l’ipotesi di due anni fa non toccava Matera, tanto che si prefigurava una stazione nella zona di Santa Lucia.

La prima ipotesi non toccava Matera ma la zona di Santa Lucia, con una nuova stazione. È indubbiamente un momento di discussione, anche perché ci sono i fondi per le infrastrutture ferroviarie, qualsiasi soluzione però va analizzata per valutare bene gli effetti - aggiunge Pavese - . Una cosa è sicura, almeno per quanto ci riguarda: le Zes vanno alimentate e non abbandonate e l’asse basentano-potentino non può essere in alcun modo impoverito. Ci confronteremo ancora con il sottosegretario alle infrastrutture Margiotta, lucano, che è il nostro punto di riferimento e capiremo. Intanto, con i treni bisogna accorciare i tempi ferroviari dalla Basilicata verso Roma, questo è un passo che va fatto subito».

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