Lunedì 13 Luglio 2020 | 09:15

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Matera, rione Casalnuovo: speranze deluse

Il parcheggio chiuso e i cantieri insediati da tempo, la segnaletica inadeguata, l’igiene pubblica scarsa. «Amministrazione insensibile al nostro grido di dolore»

Matera, rione Casalnuovo: speranze deluse

Il parcheggio nel rione Casalnuovo, foto Genovese

MATERA - Ci sono rimasti molto male i residenti di Casalnuovo, dopo aver creduto che qualcosa fosse cambiato nel rapporto con l’Amministrazione, accusata adesso di essere «insensibile al grido di dolore che si leva dal rione», e che la gestione di alcuni elementi indispensabili per garantire la vivibilità del quartiere stesse trovando una soluzione o una attenzione finalizzata a pianificare gli interventi. Invece le speranze sono rimaste ancora una volta deluse. Tra i residenti serpeggia la sensazione di essere stati presi in giro.

Tra le questioni aperte più cocenti quella della viabilità. «Oltre al parcheggio chiuso da 12 anni e ai cantieri insediati da lungo tempo, che sottraggono i pochi posti distribuiti lungo il percorso e rendono difficile la circolazione, si avverte il disagio causato dalla scarsa segnaletica. Con l'avvio, seppur lento, dell'attività turistica si prevede un peggioramento della situazione», osserva Luigi Mascolo, presidente dell’associazione Casalnuovo Rinasce. Non va mglio sul fronte dell’igiene e della salute pubblica. «In questi giorni – precisa Mascolo – si nota l'assenza di ditte per la pulizia di stagione. L'erba ha invaso la via d'ingresso al quartiere e sta infestando anche gli alberi piantati dagli abitanti nel fosso retrostante la chiesa di San Rocco. Ormai da 5 anni, per motivi inspiegabili e nonostante diverse segnalazioni, vico II Casalnuovo viene escluso dalla raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. I cittadini sono inoltre preoccupati per la fuoriuscita di liquami da una parete che costeggia la strada che, se trascurata, potrebbe provocare problemi di igiene e di salute pubblica, oltre al rischio di crollo dello stesso muro come già avvenuto alcuni anni fa».

L’elenco delle criticità abbraccia anche infrastrutture e decoro urbano. «Diverse volte sono stati segnalati i seguenti problemi: vicoli dal manto stradale dissestato, tombini occlusi, marciapiedi inesistenti o da risistemare, situazioni pericolose per la sicurezza dei cittadini, soprattutto dei bambini, un esempio è rappresentato da pozzo della cisterna sita nel fosso retrostante la chiesa di San Rocco completamente aperto. Al momento sembra che l'unica iniziativa intrapresa dall'Amministrazione comunale sia quella di mandare i vigili urbani, con tanto di taccuino in mano, probabilmente per verbalizzare contravvenzioni ai residenti, colpevoli di parcheggiare lungo l'unico spazio disponibile rappresentato da uno dei lati di via Casalnuovo».

Sconforto e malcontento hanno preso il posto della iniziale apertura di credito che gli abitanti di Casalnuovo avevano concesso agli amministratori. Loro preferiscono chiamarli adesso «disamministratori» e si rassegnano all’idea che anche «questo ennesimo appello cadrà inascoltato». Ma affiora anche una preoccupazione più grande. «La percezione diffusa – spiega Mascolo – è che si voglia rendere la vita nel quartiere sempre più difficile, come se la strategia sia quello di spingere i cittadini ad abbandonarlo e trasformare i Sassi in una grande Disneyland. L'associazione, visto lo scarso risultato degli appelli precedenti, ha deciso di intraprendere iniziative più mirate coinvolgendo altre istituzioni quali Prefettura e Asl. Nel frattempo, è in corso la preparazione dettagliata, attraverso elaborati fotografici e planimetrici, di un piano di riqualificazione da proporre ai futuri candidati alla guida della città».

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