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Matera, la «visiera G» contro il virus da una stamperia lucana

L’idea di Gaetano e Rosalba Liantonio, tipografi da 5 generazioni

Matera, dalla stampa a piombo alla visiera per gli occhi

La Stamperia Liantonio di Matera

MATERA - Nasce con il cuore e la tenacia dello staff di una storica stamperia lucana la «visiera G», un dispositivo di protezione individuale (Dpi), di prima categoria, progettato e certificato Ce e già richiesto in tutta Italia. Proprio nella Stamperia Liantonio dei fratelli Rosalba e Gaetano, che continuano una tradizione che dura da 5 generazioni, prende vita un prodotto che riesce a coniugare la loro grandissima capacità di riconvertirsi e le esigenze del territorio.

«In questo momento così difficile - spiega Rosalba Liantonio - ci siamo chiesti come anche noi, aziende ritenute essenziali e che quindi devono rimanere aperte, potevamo progettare qualcosa di utile. L’idea è venuta guardando gli schermi di plexiglas davanti ai banconi di negozi e farmacie. E abbiamo così realizzato un oggetto che potesse dare serenità. Una maggiore sicurezza e protezione in aggiunta alla classica mascherina».

E ne è venuta fuori la visiera G, un DPI di prima categoria, per la protezione degli occhi e delle mucose da aerosol non tossico. Destinata a semplice funzione di paraspruzzi, progettata per proteggere il viso da leggeri schizzi di liquidi non pericolosi e da aerosol emessi dalla respirazione umana di terzi.

La visiera G ha il vantaggio di poter essere utilizzata anche in presenza di occhiali e lenti a contatto grazie alla distanza prevista tra la visiera e il viso che riduce anche il rischio di appannamento. Ma la vera novità è che quando non è necessaria la visiera può essere sollevata dal capo.

Innovazione e storia sono i punti di forza di un’azienda nata nel 1840, prima ancora dell’unità d’Italia, quando Michele Liantonio dette vita al laboratorio tipografico di Palo del Colle. Il figlio Michele continuò a fare il tipografo come il padre e fondò altre due tipografie, la prima a Fasano, la seconda a Matera. Gaetano, il più piccolo dei figli maschi di Michele, nel 1946 si stabilì a Matera e lasciò ai suoi figli Adriano ed Edoardo l’azienda tipografica.

Rosalba e Gaetano, figli di Adriano, attuali titolari, appresero dal padre l’arte tipografica, approfondendo poi con gli studi, le conoscenze tecniche, sempre attenti alle evoluzioni tecnologiche del settore. «Nasciamo con i caratteri mobili a piombo - spiega Rosalba Liantonio - fino ad arrivare alle stampe di ultima generazione. E grazie a moderni criteri gestionali, riusciamo ad assecondare le richieste mutevoli del mercato, con tempestività e precisione. Insomma, siamo una tipografia a 360 gradi: dai manifesti, alla cartotecnica, ai mobili in cartone, e tanto altro grazie a uno staff composto da 7 persone, ma altamente specializzate. Non ci si improvvisa nel nostro lavoro. Studiamo e ci aggiorniamo continuamente». La disponibilità di tutte le tipologie di macchinari consente loro di fare una progettazione oculata. E così è bastato riconvertire alcune macchine per poter produrre un dispositivo di Dpi di prima categoria certificato CE.

«Siamo stati velocissimi - sottolinea la titolare - e solo in due settimane siamo riusciti a far certificare la nostra visiera trasparente. Pensata e rifatta con i nostri materiali, conformanti e confortevoli e montati sul capo, si caratterizza perché si può anche alzare. Insomma è basculante e questo la rende molto comoda sul posto di lavoro. Era una necessità del territorio che avevamo percepito. Certo è stato difficile approvvigionarsi delle materie prime attraverso i canali di rifornimento con le aziende chiuse. Ma ce l’abbiamo fatta, la produzione va avanti a pieno ritmo e abbiamo numeri importanti di richieste da tutta Italia: da ospedali, a operatori del 118, Protezione civile, negozianti, farmacisti e per i diversi luoghi di lavoro». «Cerchiamo - sottolinea - di soddisfare la richiesta delle aziende che operano in prima linea, ma anche quelle del cittadino che ne ha necessità indirizzandolo nelle farmacie, che prendono gli ordini. Vogliamo, insomma, evitare la vendita diretta e limitare al minimo l’affluenza in azienda. Abbiamo numeri importanti di richieste, trattandosi di un prodotto certificato. Non è un dispositivo per il coronavirus ma è utile in un momento in cui le persone si devono proteggere».

E come loro sono tante le aziende che si stanno impegnando per produrre mascherine, da quelle del polo del salotto, alle tante sarte, a chi realizza materassi.

«Ciascuno sta cercando di contribuire come può. Siamo abituati a muoverci e essere operativi. Sono cresciuta in una terra che è stata la Capitale Europea della Cultura e che ci ha abituati a guardare oltre, open future. Mia madre dice che abbiamo l’inchiostro nel sangue. E per noi in questo momento il lavoro è una missione».

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