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Matera, il grande pasticcio della differenziata

Acito: «Se il risparmio non fa ridurre la Tari, mi incateno»

Matera, il grande pasticcio della differenziata

È scontro tra Comune e Regione sulla questione rifiuti. Dopo il tavolo tecnico promosso l’altro ieri dall’assessore regionale Gianni Rosa per tentare di risolvere le problematiche del servizio di raccolta nell’area di Matera-Sub ambito 1 (di cui fanno parte Bernalda, Ferrandina, Irsina e Tricarico con Matera capofila) il coperchio della pentola sta per saltare. I risparmi sulla Tari promessi dal sindaco Raffaello De Ruggieri non si sono mai visti e c’è il rischio che restino un miraggio se non sarà trovata una soluzione al problema del conferimento poiché la discarica di La Martella è chiusa e non si sa dove portare l’immondizia. Il Comune vorrebbe fosse la Regione ad accollarsi la grana di trovare una discarica, mentre la Regione ribalta la competenza sul Comune.

I retroscena della vicenda assumono i contorni di una grande pasticcio. «Qualcuno si sarà distratto e non si è reso conto che l’offerta dell’impresa aggiudicataria prevedeva di conferire i rifiuti a La Martella, dove l’indifferenziato non può essere conferito perché c’è una delibera di Consiglio comunale del 2013 che decise la chiusura dell’impianto e perché pende una procedura di infrazione comunitaria. Qualcuno quindi dovrà pur assumersi le responsabilità di aver approvato atti di gara dimenticando che a La Martella l’indifferenziato non può andare. Se questa condizione fosse stata inserita nel contratto, questo casino non l’avremmo avuto», attacca il consigliere regionale Enzo Acito, di Forza Italia, che per qualche tempo da assessore comunale ha avuto la delega proprio alla Gestione del ciclo di rifiuti. «Se al Comune sperano – continua – che sia la Regione a dire ai gestori dell’impianto di Tricarico o di Colobraro di concordare un prezzo, che vada bene all’impresa aggiudicatrice dell’appalto, per poter conferire i rifiuti, si sbaglia di grosso».

Come se ne esce? «I rifiuti attualmente finiscono alla piattaforma di La Martella dove c’è un tritovagliatore, costato un milione e mezzo di euro, che ha la possibilità di separare i rifiuti indifferenziati in sopravaglio, la parte secca, e sottovaglio, la parte umida. Questa condizione fa cambiare il codice Cer. Il rifiuto indifferenziato diventa rifiuto selezionato. Significa che il sopravaglio può essere conferito anche fuori regione, in Puglia, a Laterza, o in Calabria, a Cosenza, ad un costo di 150 euro a tonnellata. Il sottovaglio si potrebbe utilizzarlo come ammendante nel terzo e quarto settore della discarica, e quindi senza alcuna spesa. Resta da capire perché la proposta, che è a verbale, non piace nè al Comune nè all’imoresa e quale disegno ci sia dietro».
Quanto alle competenze, Acito chiarisce che «la Regione non può nè deve entrare nel merito di quale discarica sceglie il Comune di Matera» e che invece le spetta «il compito di pianificare i flussi dei rifiuti di conferimento verso gli impianti di trattamento e smaltimento. Nella fattispecie, la Regione ha disposto che siano rispettivamente la piattaforma di Matera, per il solo comune di Matera, Tricarico, per Tricarico Irsina e Ferrandina, e Colobraro per Bernalda, il recapito finale dei rifiuti indifferenziati. Ai comuni la facoltà di modificare il recapito, con opportuna comunicazione alla Regione. C’è l’ipotesi di utilizzare l’impianto pubblico di Colobraro, a seguito alla manifesta disponibilità del sindaco Andrea Bernardo, ma Matera si riserva di decidere. Speriamo lo faccia in tempi brevi».

Il consigliere regionale ricorda che «Matera rappresenta, di fatto, il tema più “urgente” rispetto al Sub-ambito 1» perché la raccolta differenziata è al di sotto del 20 per cento e perché ha «una Tari che ha già fatto registrare aumenti record, fino al 20 per cento su base annua. Questa nuova gestione dovrebbe far abbassare i costi, passando dai 12.314.898,24 euro su base annua, con la raccolta differenziata al 17 per cento, agli attuali 9.191.205, con la differenziata al 65 per cento». Il risparmio di 3 milioni dovrebbe tradursi in una riduzione della Tari. «Non è ipotizzabile che, invece, questo risparmio venga stornato a copertura dei costi della fase gestionale e per il conferimento a discariche dei rifiuti. Se avverrà questo, ho già detto che sono pronto a incatenarmi e a passare all’opposizione», avverte Acito che all’assessore comunale Giuseppe Tragni risponde: «Durante l’incontro in Regione con i sindaci dei comuni del Sub-ambito 1 nessuno ha chiesto né imposto la riapertura della discarica di La Martella».

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