Agricoltura

Troppo caldo, pomodori già cotti sulle piantine: l'allarme in Basilicata

La stagione parte in ritardo: addetti ai lavori preoccupati

Troppo caldo, pomodori già cotti sulle piantine: l'allarme in Basilicata

Di solito i lavoratori stagionali vengono chiamati a lavorare al conservificio già dalla fine di luglio. Ma quest’anno, ad agosto inoltrato, in tanti sono ancora in attesa della convocazione per la campagna di trasformazione del pomodoro. Non è certo colpa di Eugea Mediterranea, azienda che gestisce lo stabilimento di Gaudiano di Lavello. A non permettere l’avvio delle produzioni - che tra luglio ed agosto permettono di assumere con contratti della durata di oltre un mese fino a 300 operai - è la tardiva maturazione del pomodoro nell’area Nord della Basilicata. Basti pensare, che non si è ancora verificato l’esodo dei migranti africani che ogni anno, in questo periodo, si riversano nelle campagne dell’Alto Bradano lucano. Se da questo punto di vista, il ritardo nell’avvio della raccolta è da interpretare positivamente . dal momento che si va a compensare l’allungamento dei tempi che si è verificato nell’allestimento del campo di accoglienza di Palazzo San Gervasio, dovuto al cambiamento dell’amministrazione regionale - sotto un altro aspetto, quello occupazionale, le conseguenze potrebbero essere negative. Il motivo? Ce lo spiega una delle tante lavoratrici che ogni anni approfitta del lavoro stagionale al conservificio per guadagnare qualcosa.

«Abbiamo già fatto le visite mediche ed ora attendiamo di essere chiamati: prima o poi - ammette - la convocazione arriverà. Ma temiamo che venga ridotto il numero delle giornate lavorative, se si inizia troppo tardi, e quindi il nostro compenso». Quanto guadagna mediamente un lavoratore stagionale? «Di solito - ci spiega la nostra interlocutrice - si arriva anche ad oltre duemila euro per 30, 32 giornate di lavoro. Gli sforzi in fabbrica sono considerevoli, anche per il gran caldo d agosto, ma alla fine veniamo retribuiti più che dignitosamente per quel mese di lavoro. Per molti di noi, che non abbiamo una occupazione stabile, quella che ci offre il conservificio è una boccata di ossigeno. Ecco perché - conclude - tutti noi, per la maggior parte donne, speriamo che la campagna di trasformazioni duri un mese». «La raccolta non è ancora iniziata, ora si sta lavorando il prodotto delle regioni limitrofe, ma quello dell’area del Bradano non è ancora pronto. Si spera che le piene attività inizino entro la prossima settimana», dice Antonio Lapaduala, della Fai-Cisl provinciale di Potenza. «Il nostro auspicio - commenta il segretario della Flai-Cgil, Vincenzo Esposito - è che la campagna di trasformazione duri oltre 30 giorni, come ogni anno. Si dovrebbe iniziare a lavorare, comunque, la prossima settimana».

La Gazzetta del Mezzogiorno.it