Tragedia nel Materano

Metaponto, donna annega mentre fa il bagno: grave la figlia di 6 anni

Sono tempestivamente intervenuti i bagnini per rianimarla, senza risultati. La piccola è ricoverata con un edema polmonare ma non è in pericolo di vita

Metaponto, donna annega mentre fa il bagno: forse un malore

Tragedia in mare, ieri mattina, intorno alle 11.30 a Metaponto Lido. Morta per cause dovute ad annegamento, una giovane donna albanese di 26 anni, ma residente nel Barese, di cui non sono state rese note le generalità. Si trovava in acqua con la figlia di 6 anni quando, secondo le testimonianze, ha chiesto l’intervento di un bagnino. Che si è subito precipitato in acqua, assieme a un maresciallo dei Carabinieri in quel momento libero dal servizio ed in vacanza a Metaponto.

Immediati i soccorsi anche per la piccola che, da quanto si è appreso, ha riportato un edema polmonare ed è stata trasportata in codice rosso, in eliambulanza, all’ospedale San Carlo di Potenza, ma per fortuna non è in pericolo di vita. Non è stato così, invece, per la giovane mamma. Trasportata a riva, in prossimità del lido Nettuno, le sono stati recati i primi soccorsi, in attesa dell’arrivo del Servizio 118. Sono dapprima intervenuti alcuni medici che si trovavano in vacanza al mare, allertati da megafoni lungo la battigia e coadiuvati dai defibrillatori in dotazione ai lidi. Quindi l’arrivo dei sanitari di Basilicata Soccorso, con l’unità medicalizzata e l’eliambulanza, atterrata nelle vicinanze. Sul posto anche unità mobili di Carabinieri e Polizia di Stato.

I tentativi di rianimare la donna, circondata a distanza da una folla di bagnanti visibilmente provati, si sono protratti per oltre un’ora, senza che la signora desse segni di ripresa.
Il dramma si è consumato sotto gli occhi del marito, in preda alla disperazione, che è rimasto vicino alla moglie fino all’ultimo istante di speranza. Assistito, moralmente, in ogni momento, dal personale in servizio. L’uomo, mentre la moglie era in acqua con la figlioletta, era rimasto sotto il suo ombrellone con l’altro bimbo di tre anni, nel lido “La Chimera”. Insospettito dal fatto di non scorgere più in acqua i familiari, si è allertato, finchè non ha preso atto della tragedia che si stava consumando.
Accertato il decesso della donna, intorno alle 13 sono stati staccati gli strumenti sanitari e il corpo è stato avvolto in teli e circondato da ombrelloni capovolti. In attesa dell’arrivo dell’autorità giudiziaria, chiamata ad accertare le cause della disgrazia.

Il triste episodio ha scosso i tanti bagnanti che affollavano i lidi di Metaponto. Molti dei quali hanno assistito direttamente alle fasi dell’annegamento, mentre molti altri sono giunti sul posto richiamati dal tam tam della notizia e dal grido di allarme lanciato, per offrire alla vittima i primi, necessari soccorsi. Nel tratto di mare in cui la giovane albanese ha trovato la morte, si nota, chiaramente visibile, un cartello, che mette in guardia sulla presenza di buche marine. Per cui, a un certo punto, anche a poche decine di metri dalla spiaggia, l’altezza dell’acqua diventa notevole e, perciò, pericolosa.
«Impossibile perdere la vita quando si è venuti a mare per trascorrere una tranquilla giornata in compagnia dei propri familiari», argomenta una signora pugliese in spiaggia, a pochi passi dal punto in cui viene dato soccorso alla giovane mamma. Sulla sabbia, invece, il corpo esanime della vittima, che stride in maniera paradossale con un’assolata mattinata d’estate.
Nei lidi circostanti sono stati chiusi momentaneamente, in segno di lutto e di rispetto, tutti gli ombrelloni. Poco più di un mese fa, il 9 luglio, a qualche centinaio di metri di distanza, un altro giovane, di origini kosovare, ma residente in Puglia, ad Altamura, aveva perso la vita per annegamento.

RETTIFICA: Per un mero errore è stata inizialmente associata all'articolo una foto della psiaggia del Torre Serena Village di Marina di Ginosa che non ha nulla a che vedere con il lido Nettuno di Metaponto, teatro dell'incidente. Ci scusiamo con i lettori e con i diretti interessati.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it