Mercoledì 22 Maggio 2019 | 02:44

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Il caso

Matera, picchiato per aver dato un voto basso: docente assolto

Michele Ruscigno non abusò dei mezzi di correzione

scuola

MATERA - Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste dall’ipotesi di reato di Abuso dei mezzi di correzione o disciplina prevista dall’art. 571 del Codice Penale.

Il Tribunale di Matera, con sentenza emessa dal dott. Valerio Giovanni Antonio Sasso, accogliendo le tesi difensive dell’avv. Michele Porcari, ha assolto il docente di matematica e fisica Michele Ruscigno che fu aggredito dal genitore di una alunna, Francesco Buonsanti, durante i colloqui scuola-famiglia nel Liceo Scientifico “Dante Alighieri”. I fatti si verificarono nel pomeriggio del 13 dicembre 2016. Il professore a seguito dell’aggressione riportò una lussazione ad una spalla, costretto alle cure del Pronto Soccorso e giudicato guaribile in trenta giorni dal medici dell’ospedale Madonna delle Grazie. Il Tribunale basandosi anche sulle numerose testimonianze degli alunni e compagni di classe che hanno affermato l'assoluta correttezza delle condotte poste in essere dal loro docente nei confronti di tutti gli alunni, ha stabilito la inesistenza di qualunque responsabilità penale del prof. Ruscigno ribadendo l'autonomia ed incontestabilità' in sede penale del giudizio emesso dal professore sul rendimento scolastico dell'alunno nel caso in esame. «Dalla complessa attività di indagine svolta, sia attraverso l’audizione di docenti che di alunni che, infine, acquisizione di documentazione - si legge nel dispositivo della sentenza - non è dato provare in alcun modo il reato contestato. Non è riscontrato in alcun modo alcun atteggiamento prevaricatore o vessatorio del professore (contrariamente a quanto asserito in denuncia), che anzi sembra incoraggiasse la ragazza, nè può dirsi rientrante nell’abuso dei mezzi di correzione la semplice votazione bassa data durante l’esercizio istituzionale dei poteri di valutazione attribuiti al docente».

«Si conclude così - sostiene l’avv. Michele Porcari - una vicenda che ha visto il docente esposto alle cronache locali e nazionali, anche con articoli che avevano posto in dubbio, su sollecitazione della famiglia dell'aggressore, la moralità e correttezza del docente nello svolgimento della sua attività didattica. Sia la magistratura, che, prima ancora, i colleghi e gli alunni del professore, hanno invece attestato l'assoluta estraneità del Ruscigno alle condotte surrettiziamente esposte dai denuncianti, ribadendo l'assoluta fiducia nel collega ed insegnate che, in oltre 28 anni di insegnamento, ha svolto il suo lavoro con serietà e dedizione, formando numerose classi di ragazzi pronti ad affrontare la difficile prova universitaria».
«La sentenza assolutoria emessa nei miei confronti - ha dichiarato il prof. Michele Ruscigno - assume un rilievo che va oltre il caso personale e specifico, perché nell’affermare che «non può dirsi rientrante nell’abuso dei mezzi di correzione la semplice votazione bassa data durante l’esercizio istituzionale dei poteri di valutazione attribuiti al docente» riafferma il principio costituzionale della libertà di insegnamento (art. 33 della Costituzione)».

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