Martedì 18 Dicembre 2018 | 15:42

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La curiosa sentenza

I genitori si separano, casa 'affidata' al figlio

Saranno gli ex coniugi ad alternarsi, il bambino rimarrà a vivere nell'abitazione

I genitori si separano, casa 'affidata' al figlio

Un decreto di omologazione innovativo da un punto di vista della giurisprudenza è stato emesso dal presidente del Tribunale di Matera, Giorgio Pica, nell’ambito di una separazione consensuale. Il magistrato ha stabilito che il figlio minore della coppia continuerà a vivere stabilmente nella casa coniugale e che i genitori avranno accesso alla loro precedente abitazione in maniera paritaria. Stanti, inoltre, le condizioni economiche equivalenti di padre e madre, il giudice ha anche deciso che nessuno dei due dovrà versare all’altro il cosiddetto “assegno di mantenimento”. Ognuno sosterrà il figlio nei periodi di affidamento.


Una decisione che molti hanno letto come una anticipazione dei contenuti del contestato decreto (in discussione) su divorzio, affidamento ed assegno di mantenimento che porta la firma del senatore leghista Simone Pillon. Artefici della separazione veramente consensuale ed autenticamente paritaria sono stati i due genitori interessati, aiutati dai loro difensori: Maria Bertoldo, per lei, e Luciano Vinci, per lui.


Ma perché la decisione del Tribunale di Matera è innovativa? «Perché – ha risposto l’avvocato Vinci, esperto in diritto di famiglia e tutela dei minori – sovverte un cliché. In una separazione, infatti, era prassi consolidata che il minore rimanesse a vivere con l’uno o l’altro dei genitori, il cosiddetto collocatario. Nella maggior parte dei casi si trattava della mamma. L’altro, il non collocatario, era costretto ad allontanarsi dalla casa coniugale e a doversi accontentare di vedere i propri figli secondo tempi del tutto insufficienti e tali da determinare uno sbilanciamento nei confronti della madre. I due, così, venivano collocati in modo asimmetrico nella vita del bambino. E questo, a mio parere, in contrasto con il diritto che sin dalla legge del 2006 sull’affido condiviso diceva che il minore aveva il diritto alla bigenorialità conservando con entrambi un rapporto equilibrato e continuativo. Credo che quelle buone intenzioni siano state neutralizzate secondo l’imperativo di una cultura mammista. Il decreto emesso dal giudice Pica, quindi, ha sancito la simmetria del rapporto della coppia con il proprio figlio». Un decisione che potrebbe fare giurisprudenza, favorita dal fatto che i due hanno voluto solo e soltanto il benessere del minore. «Il rapporto tra due persone intelligenti ed illuminate – ha concluso l’avvocato Vinci – ha reso possibile l’accordo che ha portato al decreto del presidente del Tribunale di Matera».

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