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Refezione scolastica

Matera, nonni e bambini insieme
a tavola per parlare di sprechi

Iniziativa con l'azienda Ladisa: coinvolti alcuni anziani residenti nel quartiere Serra Venerdì

Matera, nonni e bambini insiemea tavola per parlare di sprechi

Foto Sassilive

Nonni e bambini insieme a pranzo per ricreare il clima della famiglia tradizionale e permettere la trasmissione di valori e principi fondamentali della comunità. È il senso dell’iniziativa “adotta un nonno a pranzo” promosso dalla scuola elementare “Nitti” e a cui partecipano la parrocchia della Madonna dell’Addolorata, la Ladisa srl, azienda che gestisce il servizio mensa scolastica del Comune di Matera.

Ieri la firma del protocollo d’intesa tra le parti, presenti l’assessore alle Politiche sociali, Marilena Antonicelli, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Pascoli”, di cui fa parte la “Nitti”, Michele Ventrelli, il parroco della Chiesa dell’Addolorata, don Michele Larocca e una rappresentante della Ladisa, Micole Casone.

Il progetto prevede di invitare alcuni anziani residenti nel quartiere Serra Venerdì (in cui si trova la scuola) a tavola con i bambini, per favorire negli alunni una riflessione sulla riduzione dello spreco del cibo, per alleviare il senso di solitudine che spesso colpisce gli anziani e per costruire un ponte tra generazioni in un ambiente accogliente come quello della scuola. Una volta alla settimana, quindi, al massimo quattro nonni ultra settantenni del quartiere, indicati dalla parrocchia, siederanno a pranzo con i bambini nella scuola. I pasti saranno offerti dalla Ladisa.

“Costruire una rete sociale attorno agli anziani - ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali Antonicelli - è importante e questi progetti di vicinato solidale vanno in questa direzione». «Ogni classe - ha aggiunto Ventrelli - ospiterà un nonno a pranzo in una cornice ideale per le relazioni sociali come la scuola». «È un progetto - ha continuato Larocca - che tende a instillare il valore della solidarietà nei bambini verso le persone più deboli come possono essere gli anziani. I nonni custodiscono il patrimonio affettivo di ogni famiglia e le famiglie, in questo periodo, possono a loro volta essere considerate l’anello debole della catena sociale». «La Ladisa - ha concluso Casone - è sempre attenta e disponibile a partecipare a queste iniziative sociali che mettono al centro la solidarietà. Appena abbiamo saputo di questa possibilità abbiamo dato la nostra adesione perché si vogliono promuovere valori che sono nel nostro dna aziendale».

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