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Servono regole e controlli
nel Parco della Murgia

Il gruppo MaterAzione lancia l’allarme anche in vista del 2019

Servono regole e controlli nel Parco della Murgia

di Emilio Oliva

Parcheggio selvaggio, rifiuti abbandonati, venditori abusivi, passeggiate fuori dai sentieri, saccheggi di specie vegetali, scampagnate notturne. Scene di un turismo e di un commercio senza governo e di una città che cresce in modo distorto. Gli esempi riguardano un’area verde che non è paragonabile ad altre dell’ambito urbano perché è quella del Parco della Murgia materana o, più esattamente, Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano, tutti termini che fanno comprendere la peculiarità del sito e quindi le esigenze di tutela che giustificano i vincoli cui è soggetto, ma soltanto sulla carta, per preservare presenze del passato oltre che flora e fauna. In più di consideri che l’altopiano murgico prospiciente i Sassi è entrato a far parte della lista del patrimonio Unesco.

A lanciare l’allarme, «a mese di agosto appena concluso», è il gruppo di azione civica MaterAzione, costituito da operatori turistici e semplici cittadini. In un documento inviato ai mezzi di informazione l’organismo esprime «preoccupazione per lo stato di anarchia e abusivismo in cui versa la città, più volte denunciato anche dalle associazioni di categoria, che di riflesso investe l’area del Parco della Murgia materana», dove molti degli associati di MaterAzione lavorano quotidianamente come guide turistiche.

Soprattutto «da quando non esiste più alcun servizio di controllo e vigilanza costante dell’area protetta, assistiamo dolenti ad una recrudescenza dell'abbandono di rifiuti (che nel frattempo sono stati fatti rimuovere), a venditori abusivi sul belvedere e al parcheggio selvaggio nelle zone prese d’assalto dai turisti nella stagione estiva. A ciò si deve aggiungere, come lamentato da alcuni visitatori amanti delle escursioni, la nota carenza di una sentieristica chiara e ben segnalata da opportuna cartellonistica. Senza contare poi gli interventi programmati sulla valorizzazione di alcuni siti rupestri, in forte e colpevole ritardo».

Se di giorno capita di imbattersi in allegre comitive che si addentrano nel parco non rispettando la sentieristica o addirittura si avventurano nella raccolta di mazzi di fiori e di altre essenze vegetali ignorando i vincoli esistenti, di notte non sono rari i raduni di giovani in preda all’alcol o in vena di prodezze vocali anche a tarda ora oppure le esplorazioni di grotte che vengono illuminate con fari o, ancora, i «rally» di auto visibili sull’altopiano dai Sassi. Questo consumo spregiudicato di un territorio che non ha le caratteristiche di un parco urbano, ma al contrario è un’area delicata, in cui gli accessi andrebbero disciplinati e monitorati, è peraltro mitigato dalla chiusura del ponte tibetano sulla gravina. Una volta che questo sarà riaperto è facile immaginare il rischio di una moltiplicazione dei problemi evidenziati da MaterAzione. Ma non solo.

«Avvicinandoci al fatidico 2019, l’aumento esponenziale del numero dei visitatori – osservano i componenti del gruppo civico di azione – è un fatto evidente e motivo di soddisfazione per tutti noi operatori economici, ma se tali flussi non vengono regolamentati e mancano del tutto controllo e disciplina ordinari, ancor più indispensabili in un’area protetta, l’esito potrebbe essere nefasto e produrre solo nocumento e consumo dei luoghi. Altro tema dunque, per un’ interlocuzione da intraprendere anche con i ministri competenti del nuovo Governo, oltre che con la prossima Giunta regionale».

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