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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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festa della bruna

Una piazza accessibile
solo a 30 mila persone

Il 2 luglio fa i conti con la legge Gabrielli per la sicurezza

 Una piazza accessibile solo a 30 mila persone

di Carmela Cosentino

Sarà il banco di prova del 2019. La festa dell’attesa, del rodaggio, in cui tutte le parti dovranno lavorare per far combaciare i pezzi della complessa macchina organizzativa. Una edizione, la 629ª della festa in onore di Maria Santissima della Bruna, che già nel numero segna un punto di passaggio guardando al futuro, con la voglia di mettersi in gioco, di sperimentare, di innovare, di creare reti e legami che dureranno nel tempo, e di misure di sicurezza che andranno sempre più potenziate.

Il presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna, Domenico Andrisani, e il suo staff, composto da uomini di “ferro”, sta lavorando assiduamente per migliorare l’organizzazione complessiva della festa, dalle luminarie affidate alla Premiata Ditta Antonio Santoro di Alessano, in provincia di Lecce, ai fuochi pirotecnici curati dalla Ditta pirotecnica Morsani di Rieti, «tra le più rinomate nel settore», spiega Bruna Caiella, tesoriere dell’Associazione Maria Santissima della Bruna, mentre «particolare attenzione si presterà ai fuochi del 2 luglio che saranno lanciati da Murgia Timone. Abbiamo lavorato in questi giorni per la preparazione del terreno, come richiesto dal Dipartimento Ambiente, e seguendo tutte le misure imposte, trattandosi di una zona protetta».

Ma è sulle misure di sicurezza che si sta concentrando la massima attenzione, di forze e di mezzi. «Saranno controllati tutti gli accessi in piazza – continua Caiella – che avrà una capienza massima di 30 mila persone. È un numero concordato con la Questura e con la Prefettura e imposto dalla legge Gabrielli sulla sicurezza. Gli uomini della Polizia saranno 300 e a questi si aggiungeranno 150 steward, oltre agli uomini dello staff dell’auriga, alla sua seconda esperienza, degli Angeli del carro, dei Pastori dell’anima e dei Cavalieri. Tra le novità, blocchi di cemento e barriere ad acqua posizionate negli ingressi della città e del centro storico, per scongiurare il rischio di arrivi di mezzi pesanti tra la folla. Sono tutte misure antiterrorismo a cui questa volta abbiamo dovuto adattarci. La gente però potrà seguire la festa grazie alla diretta televisiva e ai maxi schermo posizionati in piazza Vittorio Veneto, in piazza San Francesco d’Assisi e accanto alla Villa Unità d’Italia».

I ritardi? «Quest’anno la macchina organizzativa si sta muovendo nei tempi. Naturalmente – sottolinea il tesoriere – c’è sempre l’attesa dello strappo del carro. Lo scorso anno il ritardo fu dovuto a problemi tecnici relativo allo smontaggio della corona e questo comportò il ritardo di tre quarti d’ora. Questa volta dovremmo essere nei tempi. Dopo i tre giri in piazza Duomo aspetteremo il via libera della Questura per raggiungere la piazza e consegnare il carro trionfale alla città».

Come da tradizione a scortare il manufatto in cartapesta realizzato dall’artigiano Raffaele Pentasuglia e dal suo staff, i Cavalieri di Maria Santissima della Bruna, guidati dal generale Angelo Raffaele Tataranni, che quest’anno ha raggiunto i 50 anni di servizio. «Saranno massimo 80 i cavalieri la mattina (tra questi 6-7 donne, nessuno bambino, ma solo ragazzi dai 14 anni in su), mentre il numero scenderà a 70 nel pomeriggio», dice il presidente dell’Associazione dei Cavalieri della Bruna, Antonio Paolicelli. «In serata, dopo l’arrivo del carro in piazza Vittorio Veneto, solo 16 cavalieri raggiungeranno piazza Duomo e seguiranno il carro nelle sue fasi finali, ponendosi a difesa del manufatto fino alla scalinata della chiesa di Santa Lucia. Accanto a loro 25 uomini dell’associazione tra collaboratori e palafrenieri (gli aiutanti dei cavalieri). I Cavalli saranno contrassegnati da un numero che corrisponde al cavaliere e da un colore identificativo, il verde indica che i cavalieri potranno raggiungere la Cattedrale, il giallo per i cavalieri che resteranno in piazza del Sedile e rosso per i cavalieri che andranno via da via Ridola».

Tra le curiosità sulla festa e sui cavalieri, la scoperta di Nino Vinciguerra, possessore di un archivio corposo di immagini e video sul 2 luglio che ha trovato il nome della prima “cavalieressa” della Bruna, Patrizia Montemurro (non ancora sedicenne) che sfilò il 2 luglio 1977, camuffata da maschietto e iscritta con il nome di Patrizio, grazie alla complicità di alcuni membri del comitato e del giovane generale Cappiello.

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