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Emilio Salierno

MATERA - Dopo che alcuni esponenti di Forza Italia, ancor prima dell’insediamento del nuovo Governo, avevano manifestato la volontà di far presente direttamente al nuovo ministro delle infrastrutture l’ennesimo stop del cantiere della strada statale 655 Bradanica, il Movimento 5 Stelle si accinge a consegnare al governo nazionale un dossier completo con tutte le criticità che riguardano la Basilicata, tra cui quella del mancato completamento della Bradanica.

«Ho già fatto segnalare al ministro i problemi delle strade lucane e mi riservo, subito dopo che avrà costituito gli uffici, - ha fatto sapere il senatore Saverio De Bonis, del Movimento 5 Stelle - di portargli un dossier con tutte le criticità che riguardano la Basilicata. Concordo col fatto che il caso della Bradanica sia una storia infinita che debba richiedere l’impegno responsabile della politica. Il mio pensiero va, tra l’altro, a quei lavoratori che hanno perso un’importante opportunità di lavoro in un terra già avara di opportunità: a loro va tutta la mia solidarietà. Non vanno dimenticate però anche le numerose problematiche della statale 658 sul quale da molto tempo il nostro esponente in Consiglio regionale, Gianni Leggieri, chiede un impegno. Per quanto mi riguarda non ho intenzione di fare sconti. Il MoVimento 5 Stelle prende la rappresentanza del territorio molto seriamente e per questo porteremo avanti la richiesta di un migliore collegamento della Basilicata, via strada e via ferrovia, allo stesso modo in cui lo facevamo dall’opposizione. Sono certo però che questo Governo saprà stare vicino ai cittadini in modo diverso dal passato, dedicando loro l’ascolto che chiedono e che sinora è mancato da parte di politici troppo autoreferenziali».

Intanto, sui nuovi viadotti in cemento del tracciato della Bradanica sventolano le bandiere dei sindacati. Non è ancora arrivata la convocazione del prefetto per fare il punto sull’interruzione dei lavori degli ultimi tre chilometri della strada. Cgil, Cisl e Uil devono mettere sul tavolo della Prefettura la perdita di occupazione che questo sta comportando. «Siamo preoccupati per la nuova piega che ha preso questa storia - dice Gianfranco Depalo, della Feneal Uil - . Dal primo giugno una quindicina di lavoratori del cantiere Bradanica sono fermi dopo il licenziamento, e a loro bisogna aggiungere gli operai del subappalto. L’auspicio è che dopo l’approvazione della variante per il ponte di Santo Stefano, di cui si parla da ormai tre anni, i lavoratori vengano riassorbiti. Ma di questo discuteremo nel prossimo tavolo di confronto, a Matera o a Potenza».

Il 24 maggio scorso, all’assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Basilicata, Carmine Miranda Castelgrande, l'Anas ha precisato che «non corrispondono al vero le notizie relative ad ipotetici "soldi finiti" o a "chiusure di cantiere", evidenziando che, a causa di alcune problematiche tecniche emerse durante i lavori - tra cui il movimento franoso al km 143,300 - e per un più complesso intervento di consolidamento delle fondazioni del viadotto Santo Stefano, situato nel tratto di circa 3,5 km, non ancora aperto al traffico, è in corso di redazione una perizia di variante.

Per questa perizia - ha chiarito l’Anas all’assessore regionale - è già disponibile la copertura finanziaria e, dopo l'approvazione della medesima, si potrà procedere al completamento dei lavori ed all'apertura al traffico del restante tratto di 3 km circa».

Una rassicurazione che non ha tranquillizzato i sindacati, che stanno aspettando la convocazione per un tavolo istituzionale, unitamente ad Anas, Regione Basilicata e Comune di Matera per fare chiarezza su quest’altro intoppo della vicenda Bradanica. Tuttavia, pare che il confronto auspicato da Cgil, Cisl e Uil, più che a Matera, possa tenersi a Potenza nella sede dell’assessorato guidato da Castelgrande. Forse mercoledì pomeriggio.

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