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La nuova stazione Fal?
«Ricorda Marsiglia»

Critiche al progetto anche da Viti e dall’Ordine degli ingegneri

La nuova stazione Fal?«Ricorda Marsiglia»

Fuoco incrociato sull’Amministrazione comunale per il progetto della Stazione delle Fal in piazza della Visitazione. «Stride con le architetture preesistenti e confligge con le moderne esigenze di mobilità del territorio», attacca l’Ordine provinciale degli ingegneri, che propone all’Amministrazione comunale di «mettere ordine nelle strategie e nelle visioni della città, prima di avviare interventi di così grande portata».

L’ex onorevole Vincenzo Viti lo considera quasi un copia e incolla, invitando a chiedere alle Fal cosa sia avvenuto e perché. In un messaggio indirizzato al sindaco, richiama la sua attenzione «sulla circolazione di foto che riproducono manufatti già progettisti e realizzati a ridosso di stazioni: ordinarie pensiline non prive di pretese futuriste e di verticalismi simbolici. Particolare curiosità suscita la sorprendente corrispondenza dell’opera realizzata a Marsiglia, capitale della cultura 2013, con il disegno vaticinato da Stefano Boeri per piazza della Visitazione. Il progetto di Foster deve aver talmente impressionato da suggerire la replica che con rapidità supersonica (effetto delle meraviglie del 5G?) abbiamo visto proposta per Matera».

Le perplessità espresse dagli ingegneri materani sono invece concentrate più sul contesto. «La collocazione della nuova struttura – rileva il consiglio dell’ordine professionale – sarà baricentrica rispetto all’area individuata, recentemente acquisita dall’Amministrazione comunale nel proprio patrimonio. Negli ultimi decenni questo vasto spazio, di complessa pianificazione urbanistica, è stato oggetto di numerosi studi e concorsi di progettazione, che hanno visto la partecipazione sia di importanti professionisti locali sia di note archistar di fama internazionale: tutti si sono impegnati a definire le funzioni di un’area che funge da cardine tra architetture del centro storico e della città “nuova”, in cui, tuttavia, convivono ancora la vecchia stazione Fal, pur ristrutturata, e l’antiestetico ex edificio postale. Entrando nel merito delle scelte pianificatorie e progettuali, senza nulla togliere all’operato del prestigioso Studio Boeri che ha firmato l’ultimo progetto, il Consiglio fa presente che il nuovo edificio, con la sua imponente pensilina, certamente andrà a “segnare ”profondamente l’intera area della piazza, e lo skyline della parte a monte. L’opera appare ben fatta ma “fuori luogo”, poiché richiama simbolicamente una infrastruttura superata dai tempi, producendo un’enfasi stridente; diverso sarebbe stato attribuire attenzione e significati alla vicina e dignitosa sede storica. Inoltre la realistica renderizzazione rivela, tuttavia, la mancanza di una visione progettuale d’insieme di tutta l’area, nonostante le numerose alberature ipotizzate: le immagini piuttosto accentuano la permanenza di un rapporto difficile tra l’antico edificio Fal, l’ex sede dell’Ufficio postale e la nuova Stazione; tant’è che, soltanto alcuni anni fa, la locale Amministrazione comunale, d’intesa con le Fal, sembrava orientata ad allocare tutti i servizi nella zona sotterranea, dedicando l’area superiore ad altre destinazioni d’uso. È importante che venga chiarito quale sia stata la procedura di affidamento dell’incarico di progettazione che ha interessato la Stazione delle Fal, inserendola in un contesto ipotetico di sistemazione dell’intera area di piazza della Visitazione, considerato che le competenze sulla sola Stazione sarebbero in capo alle Fal, mentre l’area di piazza della Visitazione è di competenza dell’Amministrazione comunale».

L’Ordine degli ingegneri esorta quindi il Comune «a definire in via prioritaria le funzioni strategiche a cui dovrà assolvere questa importante cerniera della città, anche ricorrendo, se necessario, a minimali soluzioni architettoniche di margine urbano che aiutino a fare ordine nell’assetto urbanistico dell’intera zona. A prescindere dalle scadenze imminenti del 2019, è quanto mai opportuno programmare indirizzi chiari e autorevoli sul futuro della città, meglio se scaturenti da una visione progettuale condivisa da più parti».

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