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l'ecatombe a dicembre

Gasolio sporco, arrivano i risarcimenti per i materani

Ma non tutti i distributori sono andati incontro alle richieste degli automobilisti che restarono in panne per il gasolio sporco

Il problema del gasolio sporco si è presentato in Puglia e Basilicata tra fine dicembre 2017 e gennaio 2018

auto con carro attrezzi

MATERA - Arrivano i primi risarcimenti per i danni causati tra dicembre e gennaio scorsi dai rifornimenti di gasolio sporco. Centinaia di automobilisti restarono in panne dopo essersi riforniti in alcuni distributori di Matera e provincia, in conseguenza di un problema di mixaggio verificatosi nelle raffinerie. I titolari delle pompe di gasolio - purtroppo non tutti - che hanno ricevuto il carburante difettoso, pur non essendo direttamente responsabili dei danni, avviarono le pratiche risarcitorie ed ora i danneggiati stanno ottenendo le somme richieste.

Naturalmente, nei mesi scorsi, gli automobilisti hanno dovuto presentare la fattura dell’officina meccanica dove le vetture sono state riparate che attestano i lavori eseguiti. Fatture che i titolari dei distributori di nafta, almeno quelli che responsabilmente sono venuti incontro ai danneggiati - tanti altri non hanno voluto nemmeno ammettere il problema, rifiutando le possibili forme di collaborazione con gli automobilisti - hanno provveduto ad inoltrare alle compagnie petrolifere di riferimento, ben consapevoli che il gasolio deve essere privo di impurità per poter essere messo in commercio.

I risarcimenti sono conseguenti solo dopo che è stato provato che il guasto è dipeso dopo l'acquisto fatto dal distributore “incriminato”, mediante la ricevuta rilasciata dal rifornitore, attraverso il pagamento effettuato mediante bancomat o carta di credito e in caso di pagamento in contanti anche attraverso copia del filmato della eventuale videosorveglianza da cui emerge il rifornimento effettuato.

Il problema del gasolio sporco si è presentato in Puglia e Basilicata tra la fine di dicembre 2017 e gennaio 2018. Parecchi distributori hanno ricevuto il carburante non idoneo e ci sono voluti diversi giorni prima che chiudessero gli impianti per effettuare lo scarico e la bonifica della nafta «impestata». È anche capitato che automobili appena uscite dall’officina dopo la riparazione, abbiano nuovamente subito le stesse conseguenze per un altro rifornimento di gasolio difettato. A tutto questo si è aggiunto l’atteggiamento di alcuni gestori di carburante nei confronti dei cittadini che segnalavano i disagi, che tendevano a non capacitarsi di quanto accadeva in quel periodo, scartando a priori di poter vendere nafta non appropriata. E qualcuno ha invocato anche l’intervento della Guardia di Finanza per controlli negli impianti, una verifica per far emergere dove esisteva il problema e dove no.

All’origine del fenomeno c’è stato il non corretto procedimento di raffinazione negli stabilimenti d’origine. In buona sostanza, non sarebbe avvenuto secondo gli standard previsti per quel tipo di prodotto, venendo a mancare una componente importante che favorisce la corretta combustione. A subirne le conseguenze sono stati i motori più moderni e sensibili, che ne risentono di più rispetto a quelli più datati e di «vecchia» generazione. Un combustibile fuori parametro, di qui l’«ecatombe» a cui abbiamo assistito anche nel Materano.

Il conto è stato salato: danni al motore, soldi da lasciare alle officine, spese per il carro attrezzi. In Puglia, ai reclami degli automobilisti hanno fatto subito seguito gli esposti alle associazioni dei consumatori e le azioni risarcitorie attraverso le azioni collettive. A Matera e provincia non risulta che siano state fatte class action. I danneggiati si sono arrangiati da soli e qualcuno, ora, meno male, si è visto rimborsare le spese affrontate. [e.s.]

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