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l’arte salvata

«Ma ora quel dipinto
lo restauriamo noi»

Ecco un’altra straordinaria gara di generosità tra cittadini

«Ma ora quel dipintolo restauriamo noi»

Pasquale Doria

Bellissima sorpresa alla vigilia dI Pasqua. Un gruppo di cittadini ha deciso di finanziare due bravi restauratori che hanno restituito a nuova vita un crocifisso del 1592. Dopo anni di oblio, il manufatto ligneo ha abbandonato il deposito della Soprintendenza in cui era custodito. C’è voluto una lavori di quelli certosini. Ma il risultato è sotto gli occhi di tutti. Basta entrare nella chiesa di San Giovanni Battista, per non pochi estimatori il più mistico dei luoghi di culto di Matera. L’impatto visivo con questa opera d’arte, ora condivisa non solo dai materani, è immediato. Spontanea l’ammirazione. Sull’altare si eleva una straordinaria prova scultorea che, pur non essendo noto l’autore, appare con ispirata da una profonda fede religiosa.

Questa propensione a recuperare il patrimonio della città è stata preceduta da altri encomiabili episodi. Non è la prima. Un impegno di segno positivo che ha visto l’interesse di privati cittadini a dare seguito a una storia che il tempo e l’incuria degli uomini possono in qualche modo interrompere. Adesso, il cammino sembra proseguire in questa direzione nel migliore dei modi. Senza prestare ascolto alle sirene dell’effimero, questa volta è un gruppo di professionisti appartenenti all’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Matera a farsi avanti. Si sono già occupati in passato di una scultura raffigurante Santa Apollonia esposta nella chiesa di sant’Agostino, luogo di culto realizzato su uno sperone di roccia calcarenitica affacciato sul versante della Sasso Barisano, a picco sul sottostante torrente Gravina.

Grazie al loro impegno, e con i buoni auspici spesi dal parroco, don Bruno Buonamassa, sarà possibile riportare al suo antico splendore una tela che ha bisogno di cure urgenti. ll dipinto si trova nella sacrestia. L'opera è applicata sulla parte superiore del mobile ligneo che si trova entrando di fronte a chi guarda, e che ha un suo corrispettivo sul lato opposto.

Con ogni probabilità questo dipinto non è stato realizzato per una simile collocazione. È nato per altro e, ora, bisogna fare in modo che viva ancora e racconti ancora a lungo con le sue abili pennellate ciò che ha voluto consegnare a futura memoria il committente e il suo autore. Si tratta di un dipinto di bottega Lucana, XVII- XVIII secolo, che raffigura l'educazione della Vergine, cioè Maria bambina, tra San Gioacchino e Sant’Anna. Le misure sono di 1 metro di lunghezza per 1 metro e 55 centimetri di altezza. L'opera è centinata e la bella cornice in legno dorato segue il perimetro del dipinto.

Come è facile notare anche dalle immagini che proponiamo all’attenzione de lettore, l’opera è molto rovinata e necessita di un urgente restauro, dato che il supporto in tela è completamente liso. Inconveniente che ha determinato la perdita di ampie zone di colore e preparazione. Ma il recupero è ancora possibile ed è anche noto che ha realizzarlo sarà una brava restauratrice.

In conclusione, la speranza sicuramente condivisibile, è che la gara di generosità ispirata dal migliore civismo continui a dare prova della buona volontà dei materani, sono in tanti ad amare la loro comunità.

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