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paura a policoro

Un chiosco-bar in fiamme
La mano della criminalità?

Il titolare: «È stato un corto circuito»

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FILIPPO MELE

POLICORO - Fiamme nella notte nel centro jonico. Una paninoteca, in forma stabile su viale Salerno, proprio di fronte all’ospedale Giovanni Paolo II, è stata semidistrutta da un incendio scoppiato alle 2.30 della notte tra lunedì e martedì. La struttura, al momento del rogo, era chiusa. In fumo sono andati i tavoli, le sedie e la copertura in plastica di un gazebo retrostanti al mezzo usato per la cottura e la distribuzione di alimenti e bevande.

Il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco del locale Distaccamento ha evitato che il rogo potesse distruggere il camion attrezzato. Sul posto, immediatamente, anche i carabinieri della locale Compagnia. Ma quali le cause dell’incendio che ha fatto subito pensare ad un parallelo coi recenti “fatti” di Scanzano Jonico? «Gli accertamenti in corso – ha detto alla Gazzetta il titolare, Pierre Gialdino, noto calciatore del Senise, in Eccellenza – fanno propendere per un corto circuito. Le scintille sono partite da un frigorifero, che avevamo a servizio dei posti a sedere per i clienti, sistemato dietro al quadro elettrico. Il materiale plastico facilmente incendiabile ha provocato il resto. Per fortuna, è da escludere il dolo. Non esiste proprio il fatto che io abbia ricevuto minacce o intimidazioni. Niente. Neanche una minima cosa. Immagino che quanto accaduto abbia colpito molto l’opinione pubblica». Circa 5 mila euro i danni subiti. Ma Pierre non è tipo da arrendersi: «Appena sarà tutto sbloccato, ricomincerò. Non ci fermiamo affatto. Ci mancherebbe altro».

Gli uomini dell’Arma, intanto, coordinati dal capitano Chiara Crupi, hanno posto sotto sequestro la paninoteca recintandola con il classico nastro catarifrangente. E ieri, attorno alle 18, erano al lavoro i vigili del fuoco. Saranno loro a dare le coordinate tecniche del fatto di cronaca ed a dare una “fisionomia” all’incendio. Sul caso, tuttavia, come accade in situazioni del genere, gli investigatori mantengono il più stretto riserbo. Al momento l’ipotesi del corto circuito sembra la più suffragata ma le indagini, come suol dirsi, sono a 360 gradi. Nessuna pista è esclusa. Il fatto è che chi ha il coordinameto delle indagini vorrà togliere dalla vicenda tutti i dubbi. Dubbi ingigantiti da quanto sta accadendo nella vicina Scanzano Jonico. Del resto, la zona interessata è quel Metapontino che rimane l’area economica trainamente dell’economia della Basilicata. Area che, pertanto, può richiamare gli appetiti della criminalità, organizzata o meno che sia.

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