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LETTERE ALLA GAZZETTA

Sud, dal libro di Aprile le nuove verità della Storia

«Carnefici», è il nuovo libro di Pino Aprile che Lino Patruno chiosa sulla «Gazzetta» del 2 giugno con il titolo: «Sapevate che da noi ci fu un genocidio?».

Francamente no e immaginarlo non si poteva neppure, tanti sono stati i titoli della facile retorica con i quali il Risorgimento, la liberazione del Sud si coprì l’ignominia di quelle pagine di storia scritte dai conquistatori, dai vincitori. L’incontro a Teano fra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, dunque, non fu certo un’allegra scampagnata fra amici, come sempre si è voluto scrivere e far credere, «quando fu (invece) una feroce occupazione militare», preceduta e seguita da fatti di sangue.

Le prove documentate fornite da Aprile, nonostante le «manomissioni, cancellazioni, alterazioni e reticenze» degli archivi, tese ad ammantare le atrocità delle fucilazioni, carcerazioni e torture, che costarono la perdita di «centinaia di migliaia di italiani del Sud», gettano nuova luce su eventi che si volevano manomettere, cancellare, senza rispetto dei diritti umani, spesso col pretesto della lotta al brigantaggio. E non si è mai saputo il numero esatto di quelle perdite se non che «mancano appello di qualsiasi censimento o di qualsiasi conto incrociato non meno di 600mila persone (un milione secondo la rivista Civiltà Cattolica)». Furono fatti sparire mediante stragi, fucilazioni segrete e suicidi indotti dalla disperazione, nel silenzio, sicché archi di trionfo per i vincitori e nemmeno un ceppo di ricordo per i vinti.

Insomma la Storia anche in questo caso non fa sconti, ha svelato le pagine di quelle perdite umane e induce al rimorso per non aver saputo o potuto rimpiangere o onorare quei morti magari con il titolo di una strada, caduti talvolta in campi avversi, pur sempre per l’Unità d’Italia.

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