Lunedì 18 Febbraio 2019 | 09:37

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LETTERE ALLA GAZZETTA

Non solo Punta Perotti partire da un'idea di Bari

Il sindaco De Caro attende che i proprietari dei suoli compresi fra punta Perotti e San Giorgio elaborino una proposta valida che metta fine a tutto il contenzioso derivante dalla nota vicenda e nello stesso tempo sia coerente con la necessità urbanistica di ridurre le volumetrie previste dal piano regolatore Quaroni. Di tanto in tanto sui giornali compaiono elaborati progettuali proposti dalle imprese Andidero e Matarrese ma essi più che proporre qualcosa che si inserisca in un complessivo rilancio della città sembrano tesi a costruire qualcosa pur accontentando chi ritiene che, non si sa bene perché, la fascia Perotti-S. Giorgio prossima al mare debba essere fondamentalmente inedificata. Ultima proposta, infatti, una serie di edifici distanziati gli uni dagli altri e posti in prossimità della ferrovia. Che poi chi dovesse andare ad abitarli possa essere disturbato dai rumori provocati dai treni in transito sembra non interessare.

Una proposta: partire da una idea di città. Bari, lo si dice da decenni, vive poco il mare perché il lungomare di Di Crollalanza fu sostanzialmente dedicato a strutture pubbliche che ne consentissero una rapida realizzazione e quindi risultò, e risulta ancora oggi, privo di spazi adatti ad attività capaci di incentivarne la frequentazione da parte dei baresi. E questo in tutte le stagioni. Per altro verso sempre da tempo immemore si parla (o si ciancia?) di una Bari internazionale capace di proporsi come punto di riferimento per tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo. Ma è evidente che le strutture pubbliche o private che in questa logica dovessero volersi insediare a Bari dovrebbero poter trovare una sede di qualità in una zona di eccellenza della città, auspicabilmente in prossimità di altre strutture dello stesso livello. Allo stato, che io sappia, non ve ne sono. Tanto è vero che il CNR sta per insediarsi nella ex Manifattura dei Tabacchi. Gioverà al quartiere, si spera, ma difficilmente questa localizzazione risulterà ottimale per il suo funzionamento.

Si elabori, allora, una proposta organica all’affermarsi della Città Metropolitana di Bari. Lavorando per immagini si potrebbe ad esempio fare riferimento ideale a Rio de Janeiro. Ipotizzando una ampia strada che fra se ed il mare delimiti una fascia di libera fruizione pubblica fatta di aree “green” e arenili balneabili e che fra se e la ferrovia serva una zona fatta di edifici di uso pubblico o parapubblico, di alberghi, di residenze private, di uffici, di luoghi per la ristorazione e per altre attività che funzionino tutto l’anno e che quindi rendano l’insieme (dalla ferrovia al mare) frequentato da baresi e non baresi in tutte le stagioni. Meglio se si individuassero sin da ora alcune strutture di notevole impatto mediatico da collocare nell’area. Ad esempio qualcosa che abbia caratteristiche tali da risultare adatto ad incontri delle tre religioni monoteistiche del Mediterraneo e ad attività che da tali incontri dovessero derivare. Forse Papa Francesco potrebbe gradire e sostenere l’idea con la grande autorità che ha acquisito anche al di fuori del mondo cattolico. In tutt’altra direzione si potrebbe proporre che sorga in questa area un centro studi per l’agroalimentare che si potrebbe operativamente raccordare con ampie aree italiane e non.

Un altro elemento di qualificazione dell’insieme potrebbe essere la «scomparsa» della ferrovia ottenuta mettendole al di sopra una galleria artificiale che, con terreno di riporto, si conformerebbe come sistema vagamente collinare. Ciò consentirebbe un contatto immediato, anche pedonale, del quartiere Japigia con il mare. Costerebbe ben poco e darebbe una ulteriore qualità a tutta la zona che, peraltro, si gioverebbe anche della attivazione di collegamenti ferroviari di livello metropolitano.

Punta Perotti per una Bari mediterranea.

Roberto Telesforo (Bari)

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