Martedì 19 Febbraio 2019 | 20:29

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LETTERE ALLA GAZZETTA

L’avanzata dell’uomo tra abusi, diritti e dubbi

Ho letto con interesse l’intervento di Lino Patruno su divorzio, aborto ed utero in affitto che fa un'analisi nell'insieme della storia di questi che vengono definiti diritti civili. Ed ecco che appare la Chiesa baluardo conservatore opporsi a ciò che esiste da decenni nel resto del mondo occidentale. È la donna considerata ancella del maschio padrone che prende coscienza della sua identità, emancipandosi e ritenendo che il divorzio sia un'occasione per sfuggire al marito padrone. Segue "L'utero è mio e lo gestisco io" che è solo una "camera incubatrice di un mucchio di cellule sino a tre mesi", anzi sino a sei sopprimibile se non sano, quindi il concepimento extrauterino, artificiale con acquisto del figlio e il diritto alla genitorialità. Sulla legge 194 dove il referendum, l'opposizione ad essa derivava dal concetto che ci si trovava dinnanzi ad una vita umana, la scienza lo ha confermato grazie all'ecografia: a otto settimane l'embrione è completamente formato e "pensa" (cogito ergo sum). E la legge, nonostante evidenze scientifiche, è rimasta immutata, perchè chi ha fatto rilevare alcune incongruenze tra cui l'estrema facilità dell'accesso all'aborto, è stato stoppato dal pensiero unico dominante nell'ex cattolicissima Italia. Poi sui numeri ci sarebbe da dire. I radicali per promuovere la legge sull'aborto negli Anni ‘70, denunciavano che in Italia si eseguivano circa un milione di aborti clandestini all'anno. Ebbene le interruzioni di gravidanza ammontano ogni anno intorno a 120.000. E siccome la pratica della contraccezione, come da statistiche di questi anni, riguarda una piccola parte di donne, vorrà dire che o la piaga dell'aborto clandestino non è stata debellata o che i radicali utilizzarono statistiche fantasiose. E da qui la pratica dell'utero in affitto in voga da anni, il diritto ad essere genitori perché si ha diritto ad essere felici, il passo è breve. E siccome quell'embrione non è frutto del caso, di un dono, va esaminato, analizzato e se non perfetto eliminato. Il resto poi viene da sè, anzi si è pronti alla presentazione della legge sull'eutanasia dove nella logica della coerenza, chi non è un essere cosciente, anzi soffre, non ha bisogno di cure, attenzioni ma ha diritto ad accedere al riposo eterno dove non c'è dolore.
La Chiesa, il credente o no che aderisce alla religione del laico, gentile direttore, dal matrimonio che stabilisce un iniziale progetto di vita, alla gravidanza che ha valore in sè ed è dono, alla fertilità per tutti con cure appropriate, respinge l'idea di una morte o di vita surrogata dove chi paga è il debole, l'indifeso. E ci si dimentica perchè il feto, l'anziano o chi è in coma non comunica secondo gli schemi da noi conosciuti o ci si rifiuta di aprirsi a studi che confermano i capisaldi ideali alla base della difesa della vita. E qui si aprirebbe il lungo paragrafo di cosa sia la coscienza e degli studi sull'attività cerebrale del feto e di chi è nel cosiddetto "stato vegetativo", che smentiscono tanti luoghi comuni.
Ed allora dinnanzi alla sua domanda se trattasi di diritti o abusi, di civiltà o viltà, di dono o furto, io rispondo solo che l'uomo continua a sostituirsi a Chi Crea e quindi nulla lo può ostacolare, nemmeno il minimo dubbio, tantomeno alcun interrogativo che nemmeno si pone.

Leonardo Damiani (Bari)

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